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Covid in Umbria, verso la proroga della chiusura delle scuole. Coletto: "Scontato se la curva non cala"

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Alessandro Antonini
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Torna a crescere la quota dei contagi, aumentano anche i ricoveri e sul fronte politico si va verso la terza settimana di zona rossa. A Palazzo Donini, dopo il summit con il ministro Roberto Speranza e l’analisi della curva epidemiologica, si va verso la proroga della zona rossa rafforzata per un’altra settimana.

Il docente di microbiologia dell’Università di Padova, Andrea Crisanti, si accoda alla proposta di Roberto Battiston e rilancia i lockdown chirurgici per Umbria e Abruzzo, per confinare le varianti, sulla stessa linea del Cts regionale. Ma al momento si ritengono sufficienti le misure attuali. Resta la chiusura della scuole. Almeno per un’altra settimana 
L’assessore alla sanità Luca Coletto è netto: “Se la curva non cala è scontato”. Dunque lo stop ipotizzabile è fino al 1 marzo. Resta il presupposto che in caso di riduzione dei contagi nel singolo comune scatta il passaggio in arancione, come successo a quattro municipi del Ternano. Lo stesso Speranza martedì ha ribadito che il periodo di osservazione, alla luce del rischio varianti, è di 21 giorni. Per questo la Regione Umbria, nella domanda di ristori al ministro, ha chiesto già l’inserimento della terza settimana. Si passa da venti a trenta milioni di euro per le imprese rimaste chiuse. Nella partita c’è anche il fondo da 10 milioni di euro per le famiglie che hanno i figli in dad o  casa per la chiusura dei servizi per l'infanzia. 


Da parte di Speranza c’è stato - come per i vaccini e l’utilizzo dei monoclonali - l’impegno ad adempiere. La decisione sulle fasce di rischio verrà presa comunque venerdì 19 febbraio, in cabina di regìa nazionale, sentiti il Cts e l’istituto superiore di sanità. Solo dopo questo ultimo passaggio la governatrice Donatella Tesei potrà firmare la nuova ordinanza regionale in chiave anti Covid.