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Perugia, liceo Pieralli: progetto pronto, ora al vaglio dell'Ufficio speciale per la ricostruzione

Sabrina Busiri Vici
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Il liceo statale Assunta Pieralli in via del Parione a Perugia non sarà finito, come inizialmente previsto, per giugno 2021. Burocrazia e Covid hanno allungato i tempi, ma il progetto per il recupero dell’antico edificio è pronto. Da ricordare che sono trascorsi oltre quattro anni dalla chiusura del liceo. Tanto tempo, infatti, è passato dalla scossa di terremoto - avvenuta nell’ottobre del 2016 - che ha compromesso la struttura dell’edificio e ha reso indispensabili i lavori di riqualificazione. Un lungo attendere. A metà gennaio però il progetto definitivo è stato presentato all’Ufficio speciale per la ricostruzione di Foligno.

 

 

 

“Non ci resta che aspettare l’acquisizione dei pareri dalla conferenza di servizio regionale, nella prossima convocazione per poter andare avanti” fa presente Giampiero Bondi, dirigente del servizio edilizia scolastica e programmazione della Provincia di Perugia. Il piano di recupero è stato realizzato, secondo quanto previsto dal bando, da uno studio esterno per un ammontare complessivo di 6.649.000 in arrivo dai fondi della ricostruzione. “Il recupero prevede migliorie sul versante antisismico - spiega Bondi - inserite nel contesto di un edificio storico vincolato dalla soprintendenza e che, dunque, merita particolare attenzione nei diversi aspetti di intervento”. Gli alunni del liceo statale, si ricorda, sono stati dislocati fin dal novembre del 2016 nelle sedi scolastiche di piazzale Anna Frank e di via Annibale Vecchi a Elce. “Siamo fiduciosi di poter tornare nella nostra sede storica, speriamo che si passi presto dal progetto all’operatività -commenta la dirigente Simona Zoncheddu -. Anche se ancora non abbiamo nessuna certezza sulla tempistica”.  La riapertura della scuola è molto sentita pure dal rione di Porta Eburnea per la vivacità e il movimento quotidiano creato da studenti e insegnanti.

 

 

 

“Covid a parte, speriamo di veder tornare presto la vita nel quartiere. L’associazione Porta Eburnea sta facendo di tutto perché non si spopoli questo importante spaccato del centro storico”, argomenta il presidente Giancarlo Barboni. E pure il sindaco Andrea Romizi in più occasioni ha parlato della necessità di mantenere “un presidio di cultura nel rione”.