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Terni, povertà: sette senza tetto soccorsi dai servizi sociali del Comune dall'inizio della pandemia

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L’ultima storia a lieto fine è quella registrata nel giorno di San Valentino, quando un senzatetto che viveva per le strade della città ha trovato una sistemazione grazie alla segnalazione di un gruppo social di semplici cittadini. Ma questa è soltanto l’ultima in ordine di tempo delle storie che riguardano chi vive per la strada, tra pericoli e difficoltà. Un quadro che si è ulteriormente appesantito a causa della pandemia e del lockdown.

E allora ecco che il Comune di Terni ha rafforzato il piano di accoglienza per i senza fissa dimora, che rientra nelle attività dei Servizi Sociali dell’assessore Cristiano Ceccotti. Dal 27 marzo 2020, infatti, il servizio è stato potenziato, affiancando alle attività già svolte un ulteriore programma di accoglienza. In particolare, fanno sapere gli uffici comunali, grazie alla collaborazione con il Coc, il Centro operativo comunale, è stato possibile individuare e attrezzare tre appartamenti, messi a disposizione dall’Ater, l’Agenzia regionale che cura l’edilizia residenziale, per un totale di sette posti di accoglienza. Dall’inizio del primo lockdown, nel periodo marzo-giugno 2020, sono state accolte complessivamente sette persone. Per ognuna di queste, oltre all’attività di ospitalità, è stata offerta l’opportunità di avere dei colloqui con il personale della direzione Welfare, con l’obiettivo di valutare i possibili percorsi di uscita dalla situazione di indigenza. In alcune situazioni, vista la natura del disagio, sono state attivate collaborazione con altri servizi presenti nel territorio, che hanno permesso l’attivazione di percorsi più idonei a rispondere ai bisogni di ciascuna persona. Il tutto sempre rispettando la volontà del singolo.

Con l’arrivo dell’inverno poi, con l’obiettivo di contenere i disagi sociali provocati dal freddo, anche in considerazione della crisi pandemica, il Servizio di pronta accoglienza per senza fissa dimora è stato riattivato. Il programma oggi può accogliere fino a un massimo di dieci persone contemporaneamente e si concretizza in unità immobiliari mobiliate e fornite di utenze acqua, luce, gas. La permanenza in queste abitazioni di norma riguarda le ore serali e in generale le persone restano ospiti per il tempo necessario a trovare una diversa e più idonea sistemazione.