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Todi, dopo tre anni di lavori è finito il restauro della chiesa della Trinità

Aldo Spaccatini
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La città di Todi prosegue nella sua azione di recupero dei propri patrimoni storico-artistici. Dopo la chiesa di Sant'Antonio a breve sarà riconsegnata alla città e aperta alle visite del pubblico quella della Trinità, posta a ridosso del secondo cerchio delle mura, lungo corso Cavour, proprio sotto l'arco di Sant'Antonio. Nel corso della sua storia ha ospitato, tra l’altro, anche la caserma dei carabinieri. La chiesa risulta terminata nel 1536 mentre l'adiacente monastero fu concluso nel 1561. Tra il 1716 e il 1719 l’edificio fu totalmente restaurato nella forma tuttora visibile con la chiesa a pianta ottagonale culminante in una volta a cupola. Vi erano tre altari dedicati a San Giuseppe e alla Madonna, alla Trinità e a Sant’Agostino con Santa Monica.

La volta è stata dipinta da Carlo Lamparelli sempre agli inizi del XVIII secolo e vi sono rappresentati la Trinità, la Madonna, San Fortunato e San Vincenzo Ferreri in gloria tra Angeli. Nel 1883, l’intero complesso è stato adibito a sede della caserma dei carabinieri, al cui trasferimento è seguito un periodo di abbandono. Ora, finalmente, sono giunti al termine i lavori di restauro della chiesa e dei gessi, ad opera del Quattrini, che si trovano al suo interno. Un lavoro che è durato tre anni e che ha visto coinvolti il direttore, architetto Alessandro Comodini, e il maestro restauratore Mauro Masci per i gessi, sotto l'occhio dell'architetto Silvia Minciaroni del Comune di Todi.

L'importo investito, pari a circa 120.000 euro, ha permesso di dare un volto completamente nuovo a tutta la struttura, impianti elettrici e portone esterno compresi. Poter nuovamente fruire di un bene così prezioso, che per troppi anni era stato addirittura abbandonato a uso magazzino, rappresenta una soddisfazione per tutta l’amministrazione a cominciare dal sindaco, Antonino Ruggiano, e dall'assessore Moreno Primieri, titolare della delega ai Lavori pubblici. Non appena  le condizioni della pandemia lo permetteranno, sarà inaugurato il restauro e la chiesa aperta al pubblico.