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Perugia, prosciutti e olio regalati al poliziotto della Stradale: quattro imprenditori rinviati a giudizio

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La vicenda è finita in tribunale a Perugia

Alessandro Antonini
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Prosciutti, lattine d’olio, buoni benzina e pieni di carburante regalati al poliziotto della Stradale. Quattro imprenditori e un dipendente di una azienda edile sono stati rinviati a giudizio per “induzione indebita a dare o promettere utilità”. Al centro del fascicolo un ex agente Polstrada dell’Umbria, già sotto processo per altri reati, che “abusando delle sue qualità e dei suoi poteri, facendo leva sul fatto che egli era in grado di poter condizionare l’operato dei suoi colleghi”, induceva gli imprenditori stessi a farsi regalare le “utilità”.

Il poliziotto, difeso da Alessandro Vesi, ieri ha patteggiato tre mesi come continuazione di altri procedimenti giudiziari. Uno degli imprenditori rinviati a giudizio dal Gup Natalia Giubilei, “dopo aver conosciuto il poliziotto in un controllo su strada, ed essendosi presentato l’agente presso la sua azienda (lavori stradali ed edili), procedeva ad effettuare il pieno di benzina sulla vettura del pubblico ufficiale su sua richiesta”. Non solo: dopo questo incontro l’ex agente si presentava ogni 30-40 giorni per farsi fare il pieno, è scritto nei capi di imputazione. Due imprenditori della medesima ditta “corrispondevano tale utilità nel corso del tempo, temendo che un eventuale rifiuto avrebbe comportato conseguenze negative per l’azienda. Inoltre essi venivano indotti a consegnare all’agente in occasione delle festività natalizie 30 blocchetti di buoni benzina”.


Un altro imprenditore, tramite un suo dipendente, sempre per le feste di Natale gli consegnavano 30/35 prosciutti e 30/35 lattine di olio da tre o cinque litri. Il poliziotto anche in questo caso avrebbe abusato delle sue qualità e dei suoi poteri e si sarebbe presentato in divisa e con l’auto di servizio. Un quarto imprenditore edile, sempre per Natale e con le stesse modalità, gli ha regalato altri buoni benzina. I fatti si sono svolti a Perugia nel 2017. Gli imprenditori sono difesi da Nicola Di Mario, Fernando Mucci, Francesco Blasi e Giuseppe Berellini. Il reato contestato prevede che “il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio abusando della sua qualità o dei suoi poteri, induca taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità”. Ed è punito con la reclusione da sei anni a dieci anni e sei mesi. L’avvocato Di Mario nell’udienza di ieri ha rilevato come nel capo di imputazione non emergano in alcun modo, da parte degli imprenditori, profitti e utilità a fronte dei regali dati all’agente. Il legale ha anche dimostrato che tutte le multe ricevute dai suoi assistiti sono state pagate regolarmente. Dunque, per la difesa, non sussisterebbe l’ipotesi di “induzione a dare o promettere utilità”.