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Scuola, 94 gli studenti positivi al Covid e 61 le classi in isolamento nei plessi dell'Umbria rimasti aperti

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I numeri sul contagio tra la popolazione scolastica fanno evidenziare un forte e inevitabile miglioramento se rapportati a quelli di una decina di giorni fa quando non era stato ancora preso il provvedimento di chiusura dei plessi in una sessantina di comuni. I dati aggiornati a martedì parlano di 94 studenti positivi (erano 141 il 5 febbraio), 33 casi tra il personale (erano 49), 22 cluster (erano 20). Le classi in isolamento sono più che dimezzate, 61 a fronte delle 150 di dieci giorni fa. I contatti stretti in isolamento sono 1.123, erano 3.054. Ma la speranza per tutti è quella di poter riaprire le scuole di ogni ordine e grado al più presto.

 

Un gruppo di genitori ha lanciato, attraverso il passa parola, l’iniziativa “misure urgenti per scuole aperte e sicure” riuscendo a raccogliere più di mille firme in pochi giorni. “A seguito dell’ordinanza regionale che ha chiuso tutte le scuole della provincia di Perugia e di alcuni comuni del ternano - evidenziano - il nostro appello va nella direzione di fare delle scuole aperte un presidio per la prevenzione e per il controllo della diffusione del contagio”. La richiesta è infatti quella di attivare subito una campagna di screening a tappeto da effettuarsi direttamente presso gli istituti scolastici tramite la somministrazione dei tamponi rapidi antigenici a tutti i bambini, gli studenti e al personale docente e non screening da ripetere regolarmente “contribuendo così al contenimento della pandemia e permettendo al contempo un ritorno di bambini e ragazzi ad una vita più adeguata ai loro bisogni educativi, psicologici e sociali”. Si tratterebbe quindi di potenziare la campagna di screening già in atto nelle farmacie. Anche i sindaci civici e del centrosinistra dell’Umbria hanno sottoscritto un appello affinché, vista l’imminente scadenza dell’ordinanza regionale 14, si apra un confronto per informare i sindaci sull’attuale situazione sanitaria in modo da prendere per tempo eventuali provvedimenti e condividerli con le famiglie, gli studenti e le imprese interessate. L’obiettivo deve essere quello di evitare, insomma, il profondo disagio causato a tanti genitori dal pronunciamento del Tar prima e del Consiglio di Stato poi in merito alla riapertura di asili nido e materne.

 

 

L’avvocato Alessandra Bircolotti, che rappresenta una cinquantina di genitori di bambini di asilo, scuole per l’infanzia ed elementari spiega che tutto è rimandato, da un punto di vista giuridico, al 16 marzo data in cui è stata fissata la sospensione del tribunale amministrativo. A Perugia, i sindacati hanno scritto al prefetto Armando Gradone e aperto lo stato di agitazione: Patrizia Mancini e Tatiana Cazzaniga per la Fp Cgil di Perugia, Luca Talevi per la Fp Cisl e Andrea Russo per la Uil Fpl hanno evidenziato che da mesi tentano invano l’apertura di un confronto con il Comune.