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Covid in Umbria, vertice fra Tesei e il ministro Speranza sull'emergenza variante inglese

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Ale. Ant.
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Il ministro della Salute, Roberto Speranza, è arrivato in Umbria per affrontare insieme alla governatrice Donatella Tesei l'emergenza della terza ondata Covid e il pericolo "varianti". Speranza è giunto a Palazzo Donini, sede della giunta regionale dell'Umbria, poco dopo le 15. E' stato accolto da Tesei e dal capo di gabinetto Federico Ricci. Ad attenderlo ache il prefetto di Perugia, Armando Gradone, il questore, Antonio Sbordone, il rettore dell'università di Perugia, Maurizio Oliviero, l'assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto, e il direttore dello stesso settore, Claudio Dario. Presidenti al vertice anche alcuni direttori generali della sanità umbra.

L'Umbria da gennaio ha registrato un aumento dei casi di contagio crescente, in particolare nella provincia di Perugia, che ha portato ad un alto tasso di ospedalizzazione e alla saturazione delle terapie intensive. All'ìnizio di febbraio è emerso che su 42 campioni prelevati l'8 gennaio c'erano 12 casi di variante brasiliana (11 nell'ospedale di Perugia) e 18 di variante inglese nei territori di Perugia, Lago Trasimeno e Bastia Umbra. Questo ha indotto prima i sindaci dei comuni più colpiti - 31 nella prima fase - a emanare ordinanze restrittive, poi la Regione ad istituire una zona rossa rafforzata dalla chiusura di tutte le scuole in 65 comuni. Che da lunedì sono diventati 61 perché 4 comuni del ternano sono rientrati in zona arancione. Tesei, dopo aver deciso di attivare in 15 giorni il piano di salvaguardia con l'aumento di posti letto, ha chiesto 450 operatori in prestito (in attesa dell'assunzione di 1.500 figure) per un mese almeno: senza organico è impossibile attivare le degenze.

La Protezione civile ha fatto un bando per selezionarne 496, ma tra i 1.559 che hanno aderito, oltre 1.300 sono operatori socio sanitari. Solo 38 i medici specializzati. Gli infermieri sono la  metà meno della metà di quelli che servono. Per questo l'Umbria ha chiesto l'invio di ulteriori contingenti alle altre regioni. Chiesti anche 50 mila vaccini in più e la possibilità di sperimentare subito gli anticorpi monoclonali. Su questo sono attese risposte da Speranza.