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Perugia, novantenne contro la Regione: "Il vaccino doveva iniziare dai più anziani"

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“E’ inaccettabile la decisione di vaccinare prima i più giovani tra gli anziani”: a parlare è Antonio Bossola, ingegnere in pensione di 90 anni, per 40 dipendente pubblico. Bossola ha inviato una mail di protesta alla presidenza della Regione Umbria per chiedere conto di quella che ha lui definito “una decisione irrazionale e malevola”. E la risposta ricevuta, sempre tramite mail, per mano del referente alla comunicazione, Stefano Piccardi, lo ha tutt’altro che convinto. “Abbiamo scelto di iniziare la vaccinazione degli ultraottantenni da coloro che sono nati nel 1940 e gennaio 1941, in quanto, avendo una maggiore mobilità risultano più a rischio di contrarre il virus - viene evidenziato nella mail inviata da Piccardi - In secondo luogo essi rappresentano un gruppo di popolazione di circa 9.000 individui, pari alle scorte di vaccini che sono stati resi disponibili dalla struttura del commissario nazionale”.

Sono concetti già più volte ribaditi dalla sanità regionale ma che vengono respinti dall’ingegnere Bossola e da tanti anziani che non sono inclusi in questa prima fase della campagna di vaccinazioni, anche se va ricordato che a partire dal 25 febbraio le prenotazioni verranno aperte a tutti gli ultraottantenni. “Secondo quanto mi è stato comunicato per mail la scelta di vaccinare gli anziani più giovani è motivata da una loro maggiore mobilità quando siamo in zona rossa, tutti immobili a casa - evidenzia ancora Bossola - Il secondo motivo è che essendo il numero dei vaccini di 9.000, questo gruppo ha il numero di individui pari al numero dei vaccini. Ma non sarebbe stato più corretto iniziare dai più anziani e, quindi, più fragili?".

L'ingegnere va oltre e spiega che non si accontenterà delle risposte ricevute: "Rivolgerò questo quesito anche alla procura. Io ho 90 anni e rischio di dover aspettare altri tre mesi il vaccino. Non mi sembra giusto”.