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Perugia, il primario di rianimazione: "Si abbassa l'età media dei ricoverati in reparto e sale il tasso di letalità"

Francesca Marruco
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“Ho la sensazione che nelle ultime settimane l’età media dei nostri pazienti si sia abbassata. Non ho tutti i dati, ma se prima avevamo solo pazienti con altra patologie, che restano comunque i più gravi, adesso qui arrivano anche 50enni”. A spiegarlo è il professor Edoardo De Robertis, direttore della struttura complessa di Anestesia e Rianimazione 2 dell’ospedale di Perugia.
Professore in Rianimazione non ci sono mai stati tanti Covid, riuscite a gestirli?
“Per il momento, nonostante una certa pressione, siamo riusciti a gestire adeguatamente la situazione”. 
Però c’è stato bisogno di creare nuovi posti letto dalla sera alla mattina...
“Si nel blocco Trancanelli 8 posti letto in più. Per ora ne abbiamo attivati e messi in uso quattro, lo facciamo mano a mano che servono”. 

 


I ricoveri rispetto ai positivi sembrano essere maggiori delle altre fasi, lo riscontra anche in rianimazione?
“A parità di positivi ci sono più degenti. Le varianti sono maggiormente infettive. Se ci sono più degenti, ne arriveranno di più in rianimazione”. 
Cosa si aspetta nelle prossime settimane?
“Il problema è che noi non sappiamo mai quando siamo arrivati al picco, e la sensazione che ho e che non ci siamo ancora arrivati, ma anzi che siamo ancora in fase ascendente”. 
Professore è aumentata la mortalità in terapia intensiva?
Prima ci attestavamo attorno al 35%, adesso ho la sensazione che sia più alta, soprattutto con i pazienti con molte comorbidità”.
Ha notato un decorso diverso, più aggressivo della malattia?
“Direi di no, il decorso è sempre simile, soprattutto nei pazienti più complicati”.
Avete avuto in rianimazione pazienti reinfettati o positivizzati dopo il vaccino?
“No. So di reinfezioni ma non sintomatologiche e questo ci fa stare tranquilli. Quello che invece deve tenerci vigili tutti è che il vaccino copre per la parte clinica ma non sappiamo se fa altrettanto per la infettività. E’ per questo che io mi raccomando sempre di usare presidi di sicurezza anche dopo il richiamo”.

 

 


Nel suo reparto ci sono stati contagi tra i sanitari?
“Per fortuna no, già così il lavoro è molto pesante e anzi mi lasci ringraziare tutto il personale che sta affrontando con abnegazione uno sforzo senza precedenti. Stiamo lavorando tutti in maniera spaventosa”.
Immagino che tutto questo sia accentuato dalla carenza di personale rispetto a quello che servirebbe davvero ..
“Questa è una nota dolente, ma è vecchia. Il personale è carente da anni, non certo da ora. Ma i nodi prima o poi vengono al pettine. E si, purtroppo anche questo problema accentua l’emergenza in questo momento. Ma proprio per questo chi c’è sta dando anima e corpo. E stiamo facendo il possibile per reperire nuove forse, anche con gli specializzandi, ma non è semplice. E il personale, che comunque sta dando prova di grande coraggio è stanco. Ogni volta che si pensa stia andando meglio torniamo indietro. Tra poco sarà un anno dal primo paziente Covid e siamo ancora qui”.