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Truffa Whatsapp, tra le vittime numerosi umbri. Come evitare la trappola "codice a sei cifre"

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La truffa WhatsApp del codice a sei cifre colpisce anche in Umbria. E' stata Consumerismo No profit, associazione dei consumatori specializzata in tecnologia, a segnalare che sono numerosi gli utenti truffati. Come ha spiegato l'avvocato Piera Di Stefano, la truffa sfrutta il codice univoco necessario per il trasferimento rapido dell’app di messaggistica quando cambiamo lo smartphone o il numero di telefono. La responsabile del Dipartimento diritto digitale di Consumerismo, ricorda che gli utenti ricevono un messaggio sul telefonino da parte di uno dei propri contatti a sua volta caduto nella beffa. Si afferma di aver inviato per errore un codice tramite sms e si prega di rinviare i sei numeri del codice stesso. Chi cade nel tranello apre il link che ha ricevuto via sms e in questa maniera consente ai cyber-criminali di accedere al profilo e quindi a dati personali, codici di accesso a carte di credito, conti correnti, rubrica e così via. Una truffa che mette a rischio non solo i dati relativi alla propria identità ma conti correnti e conti bancomat.

Per aiutare gli umbri a non incappare nella truffa del codice, Consumerismo No Profit ha diffuso una guida con i consigli da seguire. 

- Non fornire mai i propri dati personali per telefono o via mail, anche se chi ci contatta si qualifica come amico, conoscente, o operatore del nostro istituto bancario, e anche se ci viene richiesto di cambiare la nostra password perché si è verificato un tentativo di accesso anomalo al nostro conto online.

- Non cliccare mai su link presenti in sms e mail che sembrano provenire da persone o enti (banche, società) a noi noti. Quei link possono contenere software malevoli in grado di impossessarsi di tutti i nostri dati, documenti, informazioni, presenti sui nostri device, o indirizzarci su siti-clone che, una volta raccolti i nostri dati personali e finanziari, spariscono nel nulla.

- Proteggere i nostri account online con la cd. verifica in due passaggi o autenticazione a due fattori. In base a tale meccanismo, che vale anche per WhatsApp, dopo aver inserito la password viene inviato via sms un codice sul nostri telefonino e l’account sarà accessibile solo dopo averlo inserito. Occorre attivare, altresì gli alert, cioè le notifiche via sms o via mail di accessi anomali sui nostri account, da parte di dispositivi sconosciuti. Questi codici sono strettamente personali e non vanno mai condivisi.

- Quando ci si deve disfare di documentazione cartacea che contiene dati ed informazioni personali, distruggerla evitando che possa essere ricomposta e quindi che si possa leggere riuscire a leggere il contenuto.

- Utilizzare i filtri privacy sui profili social personali e non pubblicare i propri dati, inclusi numeri cellulari e documenti identificativi.

- Non inviare i propri documenti di riconoscimento o altra documentazione che contenga dati personali, bancari, di salute e simili, tramite piattaforme di messaggistica istantanea (WhatsApp, Messenger, Telegram etc.).

- Evitare di archiviare su dispositivo portatile (PC, smartphone o tablet) i propri documenti identificativi, sanitari, finanziari o bancari. Se necessario, archiviarli solo su PC “proteggendoli” con un codice di accesso.

- In caso di smarrimento dei propri documenti identificativi o se si scopre di essere stati vittima di furto d’identità, recarsi immediatamente presso le forze dell’ordine, anche per impedire che ci siano ulteriori potenziali vittime della catena, nel primo caso per formalizzare la denuncia e nel secondo caso per sporgere querela.

Seguire i consigli significa evitare di cadere in una truffa che ha già collezionato purtroppo numerose vittime.