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Vaccino, arrivano altre 3.600 dosi. Ma ora l'Umbria pensa all'acquisto in autonomia

Catia Turrioni
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Oggi, sabato 13 febbraio, in Umbria arrivano altre 1.200 dosi di vaccino Moderna e 2.400 di AstraZeneca. Secondo il report del ministero della Salute in Umbria sono arrivate complessivamente 41.275 dosi e ne sono state somministrate 31.067, pari al 75.3% (dati 13 febbraio ore 13). L’invito dal commissario Domenico Arcuri, infatti, è quello di mettere da parte il 30% dei flaconi per non dover andare incontro a interruzioni nell’eventualità in cui dovessero saltare i rifornimenti. “I vaccini che arrivano sono troppo pochi”, ha puntualizzato l’assessore regionale alla Salute, Luca Coletto nel corso della conferenza stampa per fare il punto sulla situazione della pandemia in Umbria. L’assessore ha anche aggiunto che una soluzione potrebbe essere quella di recuperare le fiale al di fuori da quella che è la gestione governativa, come stanno facendo altre regioni.

Anche Letizia Moratti, vicepresidente della Regione Lombardia, in una intervista a La Stampa ha detto che “se le cose dovessero rimanere come prospettato dal commissario Arcuri”, i tempi sarannno più lunghi di quelli iniziali perché “le dosi di Pfitzer e Moderna al momento sono insufficienti”. L’alternativa, dunque, è comprarseli. Tre regioni - il Veneto, l’Emilia Romagna e il Friuli Venezia Giulia - hanno iniziato la corsa all’acquisto in autonomia. Luca Zaia, il governatore del Veneto, ha avuto modo di spiegare che ci sono diverse proposte di acquisto che prevedono però una quantità minima obbligatoria di decine di milioni di dose.

Per cui, stringere un accordo tre regioni diventa fondamentale. L’acquisto, però, dovrebbe avvenire in paesi extraeuropei per aggirare i vincoli e i contratti che l’Italia ha firmato con l’Unione Europea. Il percorso da intraprendere potrebbe essere quello già collaudato proprio dal Veneto, con l’Emilia Romagna, per l’acquisto (ad ottobre tramite importatori italiani) di dosi di vaccino antinfluenzale da Svizzera, Spagna ed alcuni mercati extraeuropei dopo aver ricevuto l’autorizzazione dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco. Anche in questo caso, dunque, avere l’ok dell’Aifa potrebbe essere decisivo per intraprendere il percorso per l’acquisto in maniera autonoma dei vaccini Covid. E anche per l’Umbria potrebbe aprirsi una sorta di alleanza per l’approvvigionamento con altre regioni.