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Orvieto: iniziano i lavori di restauro della chiesa di San Bernardino, nel centro storico

Davide Pompei
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La chiesa di San Bernardino ad Orvieto, in provincia di Terni, si rifà il look. Per tornare a vedere splendere l'edificio sacro posto lungo via Soliana, e annesso all'omonimo monastero pre-esistente, serviranno almeno sei mesi. In questi giorni, intanto, è stato completato l'allestimento del cantiere propedeutico al restauro della facciata, delle coperture e delle superfici decorate interne finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo. L'importo dei lavori a base d'asta è di 85.731,98 euro.

Prenderanno ufficialmente il via il 22 febbraio ad opera dell'impresa Tiberi Sauro Edilgroup per concludersi non prima del 21 luglio 2021. A dirigerli sarà l'architetto Maurizio Damiani. Il progetto era stato approvato con decreto della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell'Umbria ad aprile 2020. Si tratta di interventi di manutenzione non più rinviabili. Più volte, infatti, anche nei mesi scorsi era stata segnalata la necessità di restituire decoro alla chiesa situata di fronte alle scuole elementari di piazza Marconi, a pochi passi dai palazzi papali e dal duomo, in posizione attigua a palazzo Crispo-Marsciano, sede tra l'altro della tenenza della Guardia di finanza di Orvieto, progettato dal Sangallo nel 1527.

La chiesa in questione, invece, è stata costruita dal 1657 al 1666 e, come rivela un’iscrizione presente sulla facciata, nei pressi dell’antica porta Santa Maria, è stata consacrata nel 1739. I lavori in partenza consentiranno di restaurare i due ordini che inquadrano la facciata della chiesa caratterizzata da un insolito interno ad aula unica a pianta ellittica, con cinque altari. Ornata da raffinate decorazioni a stucco, San Bernardino custodisce opere di notevole rilevanza artistica, tra cui un’acquasantiera in travertino attribuita ad Ippolito Scalza del 1588, una tavola, posta sopra l’altare maggiore, attribuita a Sinibaldo Ibi, raffigurante una Madonna col Bambino e Santi, ed una statua del Santo Bambino, proveniente dal monastero di Santa Teresa.

Sempre nel centro storico resta transennata la facciata in prossimità della chiesa di San Giuseppe e Giacomo, nota come “degli Scalzi”, per via dell'omonima Confraternita che ne è proprietaria, dopo il cedimento di una piccola porzione di intonaco e di un elemento decorativo del cornicione, staccatosi dalla facciata mercoledì mattina e che dovrà essere quanto prima sostituito, così come stabilito nel corso di un primo controllo effettuato.