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Terni: conguaglio della Tari, niente agevolazioni alle fasce deboli. L'assessore Masselli: "Sospenderemo la richiesta"

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A Terni scoppia il caos sulla Tari: i cittadini protestano per l’aumento della tariffa a causa delle mancate agevolazioni per le fasce deboli, l’opposizione incalza e la giunta comunale è costretta a sospendere i nuovi conteggi

Giornate convulse a Palazzo Spada proprio a causa del montare di una situazione che ha coinvolto centinaia di cittadini. In molti infatti nella tariffa sui rifiuti arrivata a casa in questi giorni si sono visti chiesti indietro i soldi (tra 50 e 80 euro di media a famiglia) che l’anno scorso erano stati scontati dalla tariffa per via delle agevolazioni alle fasce deboli (ossia famiglie numerose, famiglie con persone con disabilità e famiglie con redditi più bassi). Il tutto per via di una norma contabile introdotta nel 2020. 
“Non solo nel 2021 non avremo le agevolazioni, ma ci hanno anche chiesto indietro i soldi del 2020”, spiega Roberto, cittadino che abita in periferia con una famiglia composta da cinque persone, che si è visto addebitare 75 euro. La sua storia rappresenta le lamentele di molti altri cittadini che si ritrovano in queste condizioni, per un totale, fanno sapere dagli uffici comunali, di una cifra annuale complessiva di 780 mila euro, ossia il valore delle agevolazioni. Un caos che i consiglieri di Pd, M5s, Senso civico e Terni Immagina hanno portato all’attenzione del consiglio comunale. 

“Grazie all'amministrazione Latini – scrivono in una nota – i ternani dovranno pagare di più, in particolare le famiglie numerose, quelle con redditi bassi, le persone con disabilità. Si tratta di una decisione vergognosa, di una precisa e voluta scelta dell'amministrazione Latini che ha deciso di non applicare i bonus sociali, previsti dalla normativa nazionale, e che Terni erano stati sempre recepiti. Si tratta di una decisione politica che non ha nulla a che vedere con la situazione finanziaria del comune di Terni in quanto i bonus soppressi sono tranquillamente compatibili con gli enti in riequilibrio finanziario”. 

Palazzo Spada ora, proprietaria al cento per cento di Asm, punta a sospendere il conteggio dei conguagli e anche all’istituzione di un fondo annuale che copra la cifra. “Stiamo verificando con il gestore – spiega l’assessore alle Partecipate, Orlando Masselli – un intervento e una comunicazione ai cittadini che hanno ricevuto in questi giorni gli avvisi relativi ai conguagli Tari 2020 per evitare che le fasce più deboli debbano pagare per intero la Tari della scorsa annualità a causa di modifiche normative che hanno portato alla revoca delle agevolazioni prima concesse. Stiamo lavorando anche per individuare le risorse di bilancio che possano andare a coprire il valore delle agevolazioni, così da arrivare a una sospensione dei conguagli”.