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Covid in Umbria, 494 nuovi positivi e 12 decessi, superati 40 mila contagi totali. Un morto ogni due ore

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Ale. Ant.
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Crescono ancora i contagi in Umbria. Sono 494 nuovi positivi, dodici i morti in un giorno solo, uno ogni  due ore: è quanto emerge dal bollettino aggiornato alle 12.50 del 12 febbraio. Un incremento percentuale dei nuovi infetti, rispetto al dato di ieri ( 363), pari al 36%. Sono 4.047 i tamponi molecolari effettuati nello stesso lasso di tempo. Il tasso di positività rispetto ai molecolari  è del 12,2%. Se si aggiungono anche i 3.846 tamponi rapidi antigenici (che però devono essere confermati a loro volta dai molecolari) l'incidenza  è del 6,25%. Crescono i ricoveri (523, +3). Le terapia intensive passano da 80 a 84. I morti nel complesso sono 884. I casi positivi totali dall'inizio della pandemia sfondano quota 40 mila: sono 40.321 in tutto. La curva degli attualmente positivi cresce ancora di 325 unità in 24 ore. Sono 7.878 alla data del 12 febbraio. I guariti in un giorno sono 157.  Per numero di rianimazioni occupate da covid rispetto alla popolazione il cuore verde è maglia nera nazionale. I territori con la crescita maggiore sono Perugia, Foligno, Assisi-Bastia e Altotevere.

 

 

Intanto sul fronte del report Iss dall'1 al 7 febbraio l'Umbria insieme alla provincia autonoma di Bolzano  è l'unica regione a rischio alto dieci a rischio moderato (di cui cinque ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e nove con rischio basso. "Peggiora la trasmissione rispetto alla scorsa settimana con sette regioni che hanno un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2", è scritto nel report. L'rt puntuale per l'Iss è di 1.2 nella settimana monitorata (intervallo di confidenza 1.13-1.26).In crescita per il cuore verde sia i nuovi casi che i focolai. Un'allerta segnalata nei servizi sanitari territoriali.

 


 
“L’attuale quadro – prosegue il monitoraggio -  a livello nazionale sottende forti variazioni inter-regionali. In alcuni contesti, un nuovo rapido aumento nel numero di casi potrebbe rapidamente portare ad un sovraccarico dei servizi sanitari in quanto si inserirebbe in un contesto in cui l’incidenza è ancora molto elevata e sono ancora numerose le persone ricoverate per Covid-19 in area critica”. Il riferimento è proprio all'Umbria. Senonché i dati sono "compatibili con la zona arancione".