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Terni, la Centrale unica d'emergenza 112 sbaglia a dare l'indirizzo all'ambulanza per due soccorsi a Ferentillo e Narni

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Due chiamate al numero unico di emergenza, il 112, gestite dalla cosiddetta “Centrale Unica di Risposta” per tutti i territori di Umbria e Marche. Nel primo caso, lo scorso 3 febbraio, si trattava di un infortunio sul lavoro a Ferentillo, in provincia di Terni; il giorno dopo, invece, da Narni, sempre in provincia di Terni, si chiedeva un’ambulanza per un forte dolore toracico in un paziente cardiopatico. Ebbene, in entrambi i casi l’indicazione data alle ambulanze del 118 è stata quella di due indirizzi di Terni, intesa come città, e che si trattasse di un errore se ne sono accorti solo gli stessi operatori mentre erano in viaggio, costretti a perdere tempo prezioso che sarebbe potuto costare anche una vita umana.

A denunciare questi nuovi disservizi, causati dalla mancata conoscenza dei territori da parte di chi risponde al centralino (il che è anche comprensibile, perché l’operatore telefonico può trovarsi anche… nelle Marche) sono i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, Patrizia Braghiroli, Maurizio Cecconelli, Rita Pepegna, Monia Santini, che si fanno portavoce di una situazione che davvero può far correre seri rischi addirittura per la stessa vita di chi è in attesa di un soccorso d’emergenza.

 

“La Centrale Unica di Risposta del Numero Unico di Emergenza – spiega FdI – in ossequio alla normativa europea, e quindi dal 26 gennaio 2021 al timone del 118 umbro, ha mandato a Terni ambulanza e automedica per due ‘codici rossi’ a sirene spiegate, mentre l’emergenza era riferita a due persone rispettivamente di Ferentillo e Narni, con conseguente ritardo di oltre 40 minuti. Questa volta è andata bene ma tutti capiscono che anche un solo minuto in queste emergenze può consentire di salvare una vita”.

I consiglieri ribadiscono le richieste già avanzate addirittura nel giugno 2020, in sede di seconda commissione consiliare, al sindaco “di attivarsi e sollecitare l’Usl e contestualmente la Regione Umbria, affinché si provveda subito al potenziamento del territorio del Comune di Terni con l’attivazione immediata di almeno una ulteriore ambulanza infermieristica h24.. Una necessita già evidente alla luce dell’attività svolta normalmente, che nel periodo pre-Covid, risulta a tutt’oggi non ancora attivata a Terni, come invece nelle altre aree territoriali della regione. Al tempo stesso chiedevamo di sollecitare Usl e Regione al fine di provvedere ad una urgente quanto necessaria revisione e riorganizzazione del sistema a livello regionale, prevedendo in questa fase, accanto al numero unico di emergenza, due centrali di secondo livello nelle due provincie regionali, Perugia e Terni”.

FdI denuncia che, a sette anni dall’istituzione del numero unico regionale, e a maggior ragione ora col numero unico d’emergenza per due regioni, si è rilevato “un numero significativo di interventi impropri, nonché errori continui e ripetuti nella localizzazione del target di intervento, con allungamento considerevole dei tempi”.