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L'Umbria chiede 450 sanitari in prestito dalle altre regioni per un mese

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Coronavirus

Alessandro Antonini
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Mancano medici e infermieri per attivare nuovi posti letto Covid: l’Umbria chiede 450 operatori in prestito alle altre regioni, per un mese almeno. La missiva della direzione regionale sanità è stata inviata ieri alla Prociv nazionale. Aumentano ancora i ricoveri e per far scattare il piano di salvaguardia, con altri 30 posti letto di terapia intensiva e oltre cento (da 615 a più di 700) serve personale subito. Nel giro di 24-48 ore. Questa la richiesta. Si tratta di medici, infermieri e operatori socio sanitari prestati dalle aziende sanitarie e ospedaliere del resto d’Italia per trenta giorni. Anche in vista della gestione degli ulteriori 44 posti di rianimazione che arriveranno con i contanier di Arcuri a fine mese. Il picco delle ospedalizzazioni, in base alle proiezioni del nucleo epidemiologico regionale, è previsto da qui ai prossimi dieci giorni.

 

 

Di pari passo procede il piano di assunzioni da 1.500 unità che però sconta i tempi delle procedure di selezione. Il virus, con le varianti inglese e brasiliana, ora corre di più in Umbria e incide di più sui ricoveri per acuti. Uno dei territori più colpiti è il Folignate. Il primario di medicina interna, Lucio Patoia, spiega come “questa variante, parlo della brasiliana, che poco si conosce, ha degli aspetti clinici preoccupanti: è più contagiosa e il decorso è rapido. Bisogna intubare velocemente. Tocca anche soggetti con età significativamente più basse. Nella notte tra domenica e lunedì abbiamo intubato due pazienti di 39 e 45 anni”. In quelle stesse ore si è reso necessario il trasferimento di un 59 alle Scotte di Siena. Mancavano i posti negli ospedali regionali L'Umbria ieri ha raggiunto la cifra di 513 degenti per Covid. Rispetto al giorno prima ce ne sono 13 in più. Di questi 79 si trovano in terapia intensiva. Superatto il record dei 78 del 23 novembre scorso. Per Agenas siamo al 56% di occupazione delle degenze ordinarie (soglia critica 40%) e al 61% delle terapie intensive (soglia 30%). Sono 375 i nuovi positivi isolati dall'analisi di 5.047 tamponi al bollettino del 9 febbraio. Il tasso di positività scende è del 7,43% quando solo pochi giorni fa era arrivato al 10,57% in un giorno feriale. Ma la curva dei contagi cresce: sono 7.173 gli attualmente positivi in Umbria.

 

 

Con un incremento di 271 unità, dato che i guariti si sono fermati ad appena 93. Sono 11 i decessi in 24 ore. Il totale delle vittime della pandemia sale a 851. Sul fronte isolamenti, ne sono stati disposti 473. In crescita rispetto al giorno prima, segno che il contact tracing sta riprendendo quota. Ma c’è ancora tanto da fare. In totale sono 9.727 le persone in isolamento. Ossia poco più di due mila persone in più rispetto agli attualmente contagiati. Numeri troppo vicini tra loro: è l’indicatore che nei giorni scorsi le indagini epidemiologiche sono state sovrastate dai nuovi casi.