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Moda, il fotografo umbro Raimondo Rossi conquista New York: è icona di stile per la rivista Compulsive

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Il fotografo umbro Raimondo Rossi, in arte Ray Morrison, è nella lista degli uomini da seguire, parola della testata svizzera Nzz. La fama se l’è conquistata in poco tempo: il 15 marzo sarà dedicata a lui la copertina del prestigioso magazine newyorchese Compulsive. E sul talento a garantire è Vogue. Il suo tratto essenziale? La semplicità, la mancanza di artifici.

 

 

Stylist, art director, e soprattutto fotografo. Ray vive tra Castiglione della Valle e Los Angeles “il clima della città californiana mi aiuta a stare meglio, soffro il freddo umido” premette.

Il padre è di Tavernelle, titolare di una autoscuola, la madre di Piegaro, Ray durante quest’anno di lockdown ha trovato il tempo di dedicarsi alla gestione dell’agriturismo di famiglia, Favola umbra.

Ray, lei è un fotografo e uno stylist. Ma che significa esattamente?

Curare tutto, dallo scatto a ciò che viene prima, la preparazione, l’allestimento l’abito, l’atmosfera. Una completezza che mi aiuta a fare cose sempre diverse, altrimenti mi annoio.

La definiscono anche un fotografo “anomalo”. In quanto...

Seguo l’istinto e questo mi rende ribelle alle etichette.

La soddisfazione più grande del suo percorso professionale?

Non aver ascoltato le vibrazioni negative di chi mi criticava.

 

 

I suoi scatti sono autentici, privi di filtri. Lascia brufoli, cicatrici sui volti che ritrae, qual è il messaggio?

Abbattere i modelli di perfezione. E apprezzare la bellezza in tutte le sue forme. C’è anche un’altra ragione: non mi piace lavorare sulle immagini per ore dopo averle scattate, rovina la poesia. Mi interessano le forme pure dell’immediatezza.

Il suo impegno contro la discriminazione con la campagna “My Voice” da che nasce?

Da piccolo ero cicciotello, impacciato. E questo mi ha creato dei problemi, mi ha sensibilizzato a prendere le parti dei fragili, dei più deboli. Inoltre viaggiando per il mondo ho assistito a tanti episodi di razzismo da voler creare uno spazio per contrastarlo.

Il prestigioso magazine newyorchese Compulsive le dedica la copertina del mese di marzo, qual è aspetto di lei viene soprattutto evidenziato?

La personalità poliedrica. La redazione, prima di scegliermi, mi ha seguito per un anno. Un privilegio riservato finora a pochi italiani. L’input, forse, è partito anche dall’essere stato inserito nella lista delle icone della moda maschile dal Nzz svizzero. Ero insieme a Cucinelli, altro umbro.

Nel servizio su Compulsive ha voluto l’Umbria come sfondo.

Certo, porto questa terra nel sangue.

 

 

Il lockdown ha frenato la sua attività ora che si trova sulla cresta dell’onda?

Anzi, penso piuttosto che questo periodo di calo delle attività abbia aiutato a comprendere meglio la realtà. C’è più tempo per dedicarsi a conoscere. E questo mi è tornato utile.

Cosa farà appena il mondo uscirà dalla pandemia?

Tornerò a viaggiare e a vivere tra Perugia, Roma e il resto del mondo ovunque ci sia possibilità di crescere.