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Covid Umbria, tracciamento dei contatti in calo: dimezzati gli studenti a supporto dell'Usl di Perugia e Terni

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Fino a un mese fa erano una ventina gli studenti impegnati nel tracciamento dei casi positivi al Covid all’interno del Dipartimento di prevenzione dell’Usl di Perugia e Terni. Laureandi e tirocinanti si sono ritrovati a coprire questo importante ruolo di supporto all’attività dei medici fin dall’ottobre scorso grazie a un protocollo sottoscritto da Università degli studi e Regione Umbria, ora di fronte a questa nuova impennata di contagi le forze in campo stanno diminuendo e i casi da tracciare si accumulano sulle scrivanie del dipartimento.

 

 

“Il nostro aiuto in questi mesi è stato decisivo - racconta Andrea Anastasi, studente al coordinamento del contact tracing e consigliere Udu nel cda di Unipg -, ma ora anche noi abbiamo bisogno di maggiori tutele per andare avanti: dai tamponi più frequenti alla possibilità di essere inseriti nel piano vaccinale visto che frequentiamo le strutture sanitarie costantemente”.

 

E Anastasi prosegue. “Il tracciamento costituisce un’attività cruciale per bloccare e controllare la diffusione dell’epidemia. In questi mesi noi studenti abbiamo dato, con coscienza e interesse in quanto futuri medici, un contributo determinante sempre sotto la guida dei medici del dipartimento. Vogliamo continuare a farlo ma la Regione deve decidere di investire su di noi”. L’attività di contact tracing svolta dagli studenti ha richiesto un impegno, per ciascun giovane, di due settimane all’interno delle strutture Usl. Dopo un paio di giorni di formazione gli universitari si sono trovati a coprire turni di cinque ore al giorno assicurando la gestione di circa sei casi a testa. Tanto da totalizzare, nei periodi di punta, fino a 100 tracciamenti giornalieri.