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Terni, corsa contro il tempo per evitare i licenziamenti alla Treofan. Riprende il confronto

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A Terni i sindacati e il liquidatore di Treofan si sono dati appuntamento alle 18 di lunedì 8 febbraio per trovare in extremis un accordo sulla vertenza. L’orario è stato fissato nel tardo pomeriggio perché si annuncia una trattativa lunga e complessa per arrivare alla firma. L’avvocato Ettore Del Borrello ha fatto recapitare alla proprietà Jindal le ultime richieste del sindacato che chiede il ritorno alle produzioni del sito del polo chimico della Polymer. I punti più controversi della trattativa riguarderebbero gli impianti che la multinazionale indiana vorrebbe trasferire altrove e il ruolo della concorrenza. Treofan di Terni è specializzata nel produrre il film per il packaging in polipropilene, apprezzato nel Paese e a livello internazionale. In queste ultime ore gli sherpa stanno cercando di far fare un passo indietro a Jindal, e sembra che anche l’avvocato Ettore Del Borrello sia impegnato in questa direzione.

Il liquidatore, che in questo periodo è stato a contatto con i lavoratori, ha avuto modo di constatare le difficoltà a cui andrebbero incontro 142 famiglie, oltre a quelle delle maestranze dell’indotto, nel caso estremo dei licenziamenti collettivi, che, salvo proroghe, dovrebbero essere messi in atto a partire da mercoledì 10 febbraio. La ripresa della produzione era stata promessa dall’amministratore delegato Manfrend Kaufmann che al ministero dello Sviluppo Economico si era impegnato, di fronte alla sottosegretaria Alessandra Todde, a individuare le ricollocazioni di produzioni speciality, il trasferimento di componenti necessari per i fluff silos e una taglierina per rotolini da Battipaglia. Il sindacato ha chiesto, tra l’altro, il prolungamento a 12 mesi della cassa integrazione straordinaria, il liquidatore aveva inizialmente proposto nove mesi, e i licenziamenti volontari incentivati. Una lunga notte attende, dunque, le parti, La città si augura che siano evitati i licenziamenti ed è schierata a sostegno della lotta dei lavoratori del sito chimico di piazzale Donegani.