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Perugia, progetto da quindici milioni per Ponte San Giovanni

Sabrina Busiri Vici
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Migliorare la qualità della vita in un quartiere di Perugia difficile come Ponte San Giovanni. E’ la sfida intrapresa dall’amministrazione comunale. Priorità all’edilizia sociale, più verde, mobilità sostenibile, servizi, digitalizzazione. Molto si potrà fare. Lo crede fermamente Margherita Scoccia, assessore comunale all’Urbanistica, al lavoro con la squadra di palazzo dei Priori e il supporto dell’Università degli studi, dipartimento di ingegneria, sul “Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare”. Un bando indetto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che prevede l’erogazione di finanziamenti per la rigenerazione urbana fino a 15 milioni a progetto. Scadenza metà marzo e poi alcuni mesi per aspettare il responso. “La somma garantirebbe la riqualificazione di Ponte San giovanni in tempi veloci - spiega Scoccia - come sta già avvenendo per la zona di Fontivegge con il bando periferie”.

Dopo uno studio preparatorio, già effettuato, dove sono state individuate le criticità del quartiere. Ora si va avanti. “Lo studio - precisa Scoccia - serve come strumento di base. Adesso però siamo passati alla fase progettuale”. E per raccogliere idee e ulteriori dati finalizzati al piano il Comune ha pubblicato un avviso, in scadenza il 15 febbraio, per la costituzione di un partenariato pubblico–privato per la presentazione di proposte di interventi.

“E' volontà dell’amministrazione comunale - spiega Scoccia - individuare potenziali partner che concorrano alla realizzazione degli interventi possibili, che riguardano la riqualificazione e l’incremento del patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale, la rifunzionalizzazione di aree, spazi e immobili pubblici e privati, il miglioramento dell’accessibilità e della sicurezza dei luoghi urbani e la dotazione di servizi e infrastrutture, così come la rigenerazione di aree e spazi costruiti, soprattutto ad alta tensione abitativa e, infine, l’utilizzo di modelli e strumenti innovativi di gestione, inclusione sociale e welfare urbano”. Scoccia infine precisa: “Come ambito territoriale di riferimento abbiamo scelto l’area del centro abitato di Ponte San Giovanni, ma potranno essere valutate anche proposte esterne a quest’area se ritenute funzionali agli obiettivi del Programma”.