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Terni, annuncio di Martina Merz: ThyssenKrupp potrebbe riconsiderare la vendita dell'Ast

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Si registra un inaspettato cambio di marcia, da parte dell’amministratore delegato di ThyssenKrupp, Martina Merz, sul futuro dell'Ast di Terni. L’azienda di viale Brin potrebbe infatti non essere più venduta, o trovare un partner di maggioranza.  E’ quanto scaturito nell’ultimo consiglio di amministrazione della multinazionale tedesca, venerdì 5 febbraio 2021. Com’è noto Ast, quarto player europeo dell’inox, dal 1 ottobre è stata posta nella divisione Multi Tracks per avviare le procedure di cessione, nominando JP Morgan come advisor, che comunque non rappresenta l’avvio ufficiale della stessa, in attesa del via libera da parte di TK. 

Martina Merz all’assemblea degli azionisti ha sostenuto che ogni azienda che fa parte della Multi Tracks di TK sarà resa indipendente “ne verranno valutate le performance e decisa l’eventuale dismissione o potenziamento in accordo su quelli che saranno i driver e business di crescita per il futuro”.  Per la parte siderurgica quanto prima saranno prese decisioni per le cessioni. Secondo il sito specializzato Siderweb l’amministratore delegato ha sostenuto che “al momento stiamo procedendo su di un doppio binario vale a dire sviluppare in proprio la divisione o cedere asset a Liberty Steel, la trattativa è aperta. Prenderemo una decisione definitiva entro marzo 2021”.

Liberty Steel, multinazionale inglese, che ha già acquisito alcuni asset di TK, ha fatto un’offerta per la parte al carbonio. Insomma il destino di Ast dipende anche da come procederà la trattativa, ma ci sono altre novità, che vanno a vantaggio del sito ternano. Nei primi tre mesi dell’anno fiscale ottobre 2020-settembre 2021, i volumi produttivi hanno raggiunto traguardi importanti, quasi 300 mila tonnellate di acciaio colato, e per il secondo trimestre le produzioni sono previste buone. Ma sta cambiando lo scenario dei prezzi, in aumento, che fa ben sperare di apportare benefici, verso l’alto, i conti economici di Ast.

La situazione comunque non è semplice, considerando la pandemia e possibili arrivi di prodotti dall’Asia, se la UE non vigilerà a sufficienza. Per Massimiliano Burelli, essere in vendita d’altra parte non significa non investire, anzi. L’amministratore delegato ha accelerato le misure di efficientamento dei costi e gli investimenti, continuando il percorso verso una produzione improntata alla massima efficienza, alla sostenibilità ambientale e all’economia circolare. Sono stati riassunti 17 lavoratori interinali, licenziati a giugno 2020, secondo quanto previsto dall’accordo ponte siglato con le parti sociali la vigilia di Natale. Ast è sulla buona strada delle performance che chiede Martina Merz.