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Covid in Umbria, mancano 50 agenti per i controlli in strada. Il Mosap: "Nessun rinforzo in vista"

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Catia Turrioni
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Quasi tremila persone controllate nei primi quattro giorni di febbraio insieme a 360 esercizi commerciali. Numeri significativi, quelli delle prefetture di Perugia e Terni, che evidenziano l’enorme sforzo cui sono chiamate, dall’inizio dell’emergenza sanitaria, le forze dell’ordine. Ma nell’Umbria che registra, almeno nella provincia di Perugia, contagi record e che si vede costretta a chiudere di nuove tutte le scuole, con le zone rosse in arrivo, servono verifiche a tappeto per mettere fine agli assembramenti e ai comportamenti scorretti che ne fanno una regione ad alto rischio.

Però, almeno per quanto riguarda la polizia di Stato, fare di più è impossibile per colpa del personale ridotto all’osso. “In Umbria mancano almeno cinquanta agenti - spiega Roberto Fioramonti, segretario nazionale del Mosap, il movimento sindacale autonomo di polizia - I pochi che sono arrivati negli ultimi mesi non sono serviti neanche a compensare i pensionamenti per cui ora siamo ancora di meno e con agenti in strada che hanno un’età media di 48-49 anni. Rinforzi per potenziare i controlli in questa fase? Neanche l’ombra. Facile capire che se in una città come Terni, per esempio, escono tre volanti è impossibile riuscire a tenere sotto controllo tutto il territorio di competenza. Succede spesso che alla centrale arrivino segnalazioni di assembramenti relativi per lo più a ragazzini che sono in strada a giocare o a chiacchierare e viene subito dirottata sul posto una volante. Ma per quando arriva, spesso e volentieri, non c’è più niente”.

Alla questura di Perugia di segnalazioni come queste ne arrivano in media cinque o sei al giorno. Fabio Tristano, segretario provinciale del Mosap, spiega che in questa fase di emergenza sanitaria non si sta risparmiando nessuno e che nel periodo del lockdown, in particolare, è stata messa in campo ogni forza disponibile. Oltre non si può andare. “Anche nel nostro ufficio il problema dell’organico è evidente - aggiunge - basti considerare che venti anni fa eravamo in 52, adesso siamo 36. Meno personale per un carico di lavoro sempre più tecnico e complesso da gestire”.