Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Spoleto, Cannevale: "Con soli nove impiegati la procura è al collasso"

Chiara Fabrizi
  • a
  • a
  • a

“Con nove impiegati in servizio la procura non può funzionare”. Nuovo Sos dal procuratore capo Alessandro Cannevale sulla carenza del personale amministrativo in servizio nell'ufficio giudiziario di Spoleto che nel 2013, a seguito della riforma della geografia giudiziaria, ha visto triplicare il territorio di competenza, che da allora si estende da Todi a Norcia, toccando naturalmente Foligno e Spoleto, senza prevedere un aggiornamento della pianta organica. Una criticità nota, ma “fortemente peggiorata quest'anno” dice Cannevale nella relazione presentata in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, perché “si sono perse cinque unità sulle 14 in precedenza disponibili, con le carenze che interessano in gran parte le qualifiche superiori”. Il pensionamento ha, infatti, lasciato sguarnita l'ufficio giudiziario di Spoleto “dell'unico funzionario giudiziario e di un operatore giudiziario” che erano in servizio, mentre “dal 14 settembre scorso anche l'unico direttore amministrativo, proveniente da mobilità esterna”.

Cannevale, poi, ricorda ancora una volta che a Spoleto “il numero di unità di personale amministrativo per magistrato è sicuramente il peggiore in Italia (1,5)” con “le scoperture formali molti inferiori alle reali carenze”. La pandemia ha aggravato il quadro, tanto che il procuratore capo non esclude “forzate interruzioni dei servizi in caso di contagi o quarantene, né disservizi anche gravi nella giurisdizione: questa allarmante situazione è stata segnalata, ma senza alcun risultato”.

A soffrire dello stesso male anche il tribunale di Spoleto guidato da Silvio Magrini Alunno che definisce il mancato aggiornamento degli organici “un grave vizio di origine, che non può essere risolto con frammentarie e contese applicazioni distrettuali”. Negli uffici giudiziari di corso Mazzini “la gravissima carenza” riguarda “sia i magistrati che gli amministrativi, basti rilevare che degli 11 funzionari previsti per il tribunale solo cinque sono attualmente in servizio” denuncia il presidente del tribunale, aggiungendo che “solo nel 2017 l'organico dei giudici è stato aumentato a 14 unità, malgrado gli stessi prospetti ministeriali stabilivano teoricamente l'assegnazione di 19 giudici”. Per Magrini Alunno, “perdurando la criticità, l'arretrato sarà inevitabilmente destinato ad aumentare in breve tempo, rendendo l'Ufficio difficilmente gestibile”. L'unica soluzione passa per “la presa d'atto della situazione organica errata e dall'adeguamento del personale al nuovo bacino di utenza”.

A intervenire anche la presidente dell'Ordine degli avvocati di Spoleto, Maria Letizia Angelini Paroli, secondo cui “è tempo che il nuovo ministro della Giustizia, chiunque sarà, ponga rimedio all'errore di origine sugli organici, con il dramma che attiene soprattutto il personale amministrativo che è la metà di quello che spetta ai nostri uffici giudiziari. L'Ordine – dice Angelini Paroli – si sta battendo in tutte le sedi, perché il governo senta finalmente il dovere di emendare il proprio errore garantendo il diritto alla giustizia dei cittadini dell’Umbria centrale e ci aspettiamo che i parlamentari si facciano carico di questa che è una patologia eccezionale originata e mantenuta dagli stessi governi”.