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Umbria, variante brasiliana isolata in molti dei 42 campioni inviati all'ISS

Francesca Marruco
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La cosiddetta variante brasiliana e similari sono state isolate  in molti dei 42 campioni inviati all'Istituto superiore di sanità per le analisi. L'invio dei tamponi era stato deciso di concerto dalla direzione sanitaria regionale dell'Umbria e l'Iss all'indomani dell'isolamento dei primi due con variante brasiliana. Quelli appartenevano a due anziani, uno dei quali deceduto nelle scorse settimane. L'altro è in condizioni gravissime ricoverato al Santa Maria della Misercordia di Perugia. E, proprio dall'ospedale provenivano molti dei campioni selezionati dalla professoressa Antonella Mencacci, direttrice del Laboratorio di Microbiologia dello stesso ospedale che ha deciso quali mandare a Roma per la sequenziazione del genoma. In particolare, dall'ospedale sarebbero usciti campioni relativi ad almeno 9 cluster interni che hanno interessato sia pazienti che sanitari. La possibile esistenza di cluster di variante potenzialmente resistente al vaccino tra i sanitari crea fortissima preoccupazione.

 

 

 

La situazione dell'Umbria, in particolare della provincia di Perugia è stata al centro di una riunione straordinaria della cabina di regia nazionale in cui si è discusso della questione e  sono state promosse le misure già adottate in quei 31 comuni, soprattutto della provincia di Perugia, in cui si è evidenziata un'incidenza dei casi molto anomala, in controtendenza con il resto della regione e del paese. Con numeri alti e allarmanti. La presenza della variante potrebbe essere adesso una spiegazione del dilagare, in certe zone dell'infezione. A preoccupare  è il fatto che le restrizioni sembrano non bastare. Magione ad esempio, uno dei comuni più colpiti da questa nuova ondata, dove il sindaco, Giacomo Chiodini aveva già adottato ordinanze restrittive prima che la sanità regionale le imponesse anche agli altri comuni con numeri preoccupanti, è il comune di residenza dell'anziano del tampone in cui è stata isolata la prima variante brasiliana. 

 

 

 

Venerdì è attesa la decisione settimanale della cabina di monitoraggio nazionale. E, data la situazione non è escluso che l'Umbria venga dichiarata zona rossa. Nella settimanale conferenza della sanità umbria, sia l'assessore, Luca Coletto che il direttore alla sanità, Claudio Dario, hanno detto di non sapere ancora quali decisioni sarebbero state prese a Roma. E' comunque possibile che, vista la circolazione solo nella parte settentrionale dell'Umbria, si decida per zone rosse localizzate. Di certo l'Umbria è al centro dell'attenzione dello stato maggiore della sanità nazionale. Altrettanto certamente va capito come mai ci sia questa forte circolazione della variante proprio in determinate zone.