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Amelia, potenziale focolaio di Covid nella chiesa S.Massimiliano Kolbe: il Pd chiede chiarezza in consiglio comunale

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Il Pd chiede che si faccia luce sul potenziale focolaio di Covid legato ad una messa presso la chiesa di San Massimiliano Kolbe, ad Amelia, in provincia di Terni, e un misterioso party (sembrerebbe per bambini) attribuito ai locali che alla parrocchia afferiscono.

“Un appello urgente - si legge nell'interrogazione presentata in consiglio comunale - è dettato dal crescente clima di insofferenza da parte della cittadinanza per la circolazione di notizie, per le quali è necessario accertarne la fondatezza, circa il mancato rispetto dei protocolli anti-Covid durante la messa del 17 gennaio 2021, presso la chiesa Kolbe, e lo svolgimento di un rinfresco per una festa di compleanno che si è tenuto nei locali adiacenti nello stesso giorno. Episodi che potrebbero rappresentare la spiegazione dell’improvviso incremento del ritmo dei contagi”.

Il Pd raccoglie l'appello, che è stato redatto dall'associazione “Rete resistente”, e lo trasforma in una richiesta ufficiale. Ad Amelia sono state introdotte misure fortemente restrittive rispetto ad altri comuni, tra cui la chiusura delle scuole. Il parroco della Kolbe ha già dichiarato che non c'è stato nulla di irregolare alla messa e nessun party. Ora c'è una richiesta istituzionale per cui si faccia luce attraverso documenti ufficiali.

Sull’argomento è comunque già intervenuto via social il parroco, padre Sandro: “Il 17 gennaio 2021 si sono celebrate 3 Messe: 8.30, 10.30, 16; i partecipanti sono rimasti alla distanza prescritta per tutto il tempo, si sono sanificate le mani all'inizio e alcuni anche durante la messa, e come sempre al termine di ogni celebrazione i responsabili della sanificazione hanno provveduto ad effettuare le operazioni prescritte”.

Quanto alla presunta festa con catering, padre Sergio smentisce: “Mi permetto di dire che non è vero. Chiunque ha la consuetudine di frequentare le chiese può osservare che tutti, preti e fedeli, indossano le mascherine e sono seduti alla distanza prevista né si organizzano feste e festicciole. Il sottoscritto, che mai si è risparmiato nella prima fase della pandemia e anche nell'attuale di provvedere viveri e aiuti vari a persone positive e in isolamento, ora si è ritrovato positivo. E diversi preti, che si sono dedicati a soccorrere e a provvedere a persone positive, purtroppo stanno pagando per la loro generosità. In questo periodo di prova penso che sia utile restare uniti e non divisi, non cadendo nella trappola del rincorrere notizie o scoop che poi non corrispondono al vero. In ogni caso è opportuno richiamare tutti ad un supplemento di prudenza e di responsabilità. Da parte mia e della Comunità parrocchiale di San Massimiliano Kolbe siamo vicini a tutti nell'affetto, nell'amicizia e soprattutto nella preghiera, affinché il Signore ci aiuti a superare questo momento difficile”, conclude il parroco.