Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Covid in Umbria, il contagio continua a salire nella provincia di Perugia. Possibili nuove restrizioni

  • a
  • a
  • a

C’è attesa per gli esiti del monitoraggio della cabina di regia che si riunisce venerdì 5 febbraio: l’Umbria rischia il passaggio da zona arancione a rossa perche l’Rt è attorno a 1, il rapporto positivi/casi testati nella settimana tra il 27 gennaio e il 2 febbraio è del 23,6% e l'incremento dei casi è del 6%. Elevata anche la pressione sugli ospedali con l’occupazione dei posti letto in terapia intensiva al 49% e quella di area non critica al 47%. Giovedì, nel corso della conferenza settimanale sull’andamento della pandemia, il direttore alla sanità, Claudio Dario, ha preferito non fare pronostici: “L’indice Rt sarebbe sotto il livello da zona rossa - ha spiegato - ma ci sono altri parametri che vengono presi in considerazione”.  Ma ulteriori restrizioni potrebbero essere prese comunque nelle zone a più alto indice di contagio.

 

 

La cabina di monitoraggio nazionale sta studiando attentamente anche l’andamento del contagio nella regione. “Da dopo le vacanze di Natale emerge una netta separazione tra province - ha spiegato l’assessore alla salute, Luca Coletto - con numeri molto più importanti sulla provincia di Perugia rispetto a quella di Terni. Tre possono essere i motivi possibili: comportamenti individuali, capacità di contenimento attivo dell’infezione e caratteristiche del virus”. La variante inglese, è stato spiegato a questo proposito, pesa da sola 0.8 sull’indice Rt rendendo inefficaci eventuali interventi di mitigazione. 
Il nucleo epidemiologico della Regione - in conferenza stampa erano presenti il dottor Marco Cristofori e la dottoressa Carla Bietta - ha posto l’attenzione proprio su questa differenziazione del contagio tra province: dal 24/25 dicembre la curva dei contagi ha iniziato a salire in maniera costante ma in modo differente per territori: nel Ternano l’andamento rispecchia quello nazionale, in decrescita mentre nel Perugino è l’opposto. I ragazzi sotto i 24 anni rappresentano la fascia più consistente di positivi e all’interno di questa, la fascia di età 6-10 anni è quella prevalente. Il gruppo epidemiologico ha evidenziato un aumento di ricoveri e decessi. I ricoveri, in particolare, hanno raggiunto i livelli di novembre. Ma mentre a novembre le restrizioni prese avevano avuto un’efficacia molto elevata, tra il 60 e il 70%, attualmente l’efficacia è vicina allo zero. Anche questo fattore viene considerato anomalo. L’Iss ha già individuato due sospetti casi di variante brasiliana, oggi dovrebbero essere resi noti i risultati dei 44 tamponi inviati. 

 

La cabina di monitoraggio nazionale ha giudicato come congrue le misure restrittive prese per i comuni a più alto indice di contagio e non per gli altri, compresa la chiusura delle scuole dove la situazione contagi migliora. Secondo i dati della Regione aggiornati al 4 febbraio, gli alunni positivi sono 178, 19 in meno del 2 febbraio scorso, giorno dell'ultimo rilevamento e della chiusura degli istituti nei comuni più colpiti. Settanta i positivi tra il personale. “Se prossimamente nuove misure restrittive dovessero essere prese di concerto con la cabina di monitoraggio nazionale - ha ribadito Coletto - di sicuro queste riguarderanno la sola provincia di Perugia