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Manuali per creare bombe artigianali e manifesti anarchici: indagati due 39enni umbri

Francesca Marruco e Fabio Toni
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In casa gli hanno trovato anche il manuale per confezionare ordigni. Non che ne avessero già creati. Almeno fino a quanto se ne sa fino ad ora. E poi il manifesto anarchico Kn03, le maschere antigas, diversi testi di propaganda, le calcomanie utilizzate per imbrattare edifici. Le perquisizioni disposte dal sostituto procuratore della Dda di Perugia, Manuela Comodi, sono state eseguite ieri mattina dagli agenti delle Digos di Perugia e Terni, rispettivamente alla guida di Gianfranco Leva e Marco Colurci. I poliziotti hanno bussato in tre abitazioni: una a Massa Martana e due a Terni. Non era ancora giorno quando gli agenti hanno preso a visionare il materiale che avrebbero poi sequestrato. Cellulari e computer in cui contano di trovare le prove di quello per ora è solo un’ipotesi investigativa. Nata da alcuni manifesti abusivi con cui nel novembre del 2019 era stata tappezzata Terni.

 

 

Erano quelli, firmati da “anarchici e anarchiche” con cui erano stati rivendicati gli ordigni piazzati nella sede della Lega di Treviso nell’agosto del 2018 con lo stesso contenuto della  rivendicazione su web della cellula  Haris Hatzimihelakis-Internazionale nera (1881-2018). In quello stesso manifesto si esprimeva solidarietà al quarantenne spagnolo, Juan Antonio Sorroche Fernandez, arrestato proprio in relazione agli episodi di Treviso. Copie di questi manifesti sono stati rinvenuti nelle abitazioni dei tre perquisiti. 

 

 


Tra loro, al momento almeno, sono indagati solo in due: un uomo di Terni e una donna di Massa Martana. Entrambi 39enni, noti agli uffici, come si dice in gergo. Lui una sorta di punto di riferimento per l’anarchia in Umbria, un collettore. Sempre presenti a manifestazioni anche fuori regione per esprimere solidarietà nei confronti di detenuti anarchici. Accusati di istigazione a delinquere, danneggiamenti e vilipendio alla Repubblica avrebbero imbrattato le mura del carcere di Terni. Avrebbero lanciato oggetti incendiari, distribuito volantini dal contenuto sovversivo e manifestato in piazza della Pace a Terni il primo maggio 2020 in pieno lockdown. Secondo quanto emerso i soggetti nel mirino della Dda avevano legami epistolari stretti con detenuti arrestati nell’ambito dell’operazione del Ros di Roma, “Bialystok”, ritenuti responsabili dell’attentato esplosivo alla stazione dei carabinieri di San Giovanni del 2017. Quell’attentato era stato rivendicato dalla “Federazione Anarchica Informale-Fronte Rivoluzionario Internazionale”.