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Umbria, il direttore Dario: "Seconda fase dei vaccini via al 15 febbraio. Per l'ospedale da campo tre settimane"

Fra. Mar.
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Vaccini al via dal 15 febbraio, mentre per l’attivazione dell’ospedale da campo ci vorranno ancora tre settimane circa. E’ quanto spiega il direttore regionale alla sanità, Claudio Dario. 


Direttore che succede in Umbria?
“Circola troppo virus e in modo anomalo. E si sottovaluta la situazione. A volte sarebbe bene tenere la mascherina anche in casa. Bisogna fermarsi, cene, eventi, sono esposizioni al rischio. E non ce lo possiamo permettere se vogliamo abbassare l’incidenza". 


Non può essere influenzata anche dalle varianti scoperte? 
“Bisogna capire se ha una contagiosità effettivamente maggiore perché è stato isolato per la prima volta il 10 gennaio. Lo faremo con partner di assoluto rilievo, con il dottor Giovanni Rezza del ministero e con l’ISS”. 

 


L’Umbria rischia di diventare un caso con le varianti in circolazione?
“Speriamo di no. Può anche voler dire che siamo riusciti a intercettare una situazione sporadica e isolata. Certo che questo andamento epidemico, evidentemente è anomalo. Forse la spiegazione è le varianti. Lo sapremo venerdì o sabato, quando avranno sequenziato anche gli altri campioni inviati”. 

Le varianti potrebbero incidere sul vaccino?
“Stiamo analizzando tutti i vaccinati che hanno subìto l’infezione, ma va considerato che il vaccino è comunque efficace sul 95% non su tutti”.

 


C’è un ritardo sulla programmazione dei vaccini?
“Chiunque dice qualcosa di simile lo fa in malafede. L’unico problema è l’assenza di vaccini. Fino a 5 giorni fa Astrazeneca poteva essere dato a tutti, mentre ora no. Quindi va capito come vaccinare, ad esempio, gli anziani a domicilio con vaccini che devono stare a -70 gradi. Ci sono contatti continui con Roma perché a questo punto bisogna ridefinire le categorie di persone che si vaccinano. Il problema delle vaccinazioni non è la non volontà di non vaccinare, ma è che manca il vaccino. Detto questo, noi stiamo rivalutando le modalità di organizzazione, stiamo lavorando per poter partire il 15 febbraio in un contesto completamente diverso da quello che era pochi giorni fa”.


La preoccupa la situazione degli ospedali?
“Certo, i ricoveri sono una funzione prevedibile dei positivi, quindi è fisiologico che si stiano accumulando. E per far sì che questo diminuisca serve fermare il contagio, nei modi che tutti conosciamo”. 


Ospedale da campo: non sarebbero utili quei posti letto? Manca il collaudo e hanno risposto in pochi al bando da rianimatore, che tempi di attivazione ci sono?
“Ma 10 medici (che hanno risposto, ndr), per la carenza di anestesisti in giro, sono anche tanti. Dieci è un numero in grado di farlo funzionare. Mancano alcuni passaggi del collaudo marginali. Credo sia questione di poco tempo, due –tre settimane . Da tenere presente che stanno andando avanti anche i lavori sui prefabbricati di Arcuri, per fine febbraio è prevista la consegna chiavi in mano”.