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Imprenditore scomparso in Albania: il dna di Davide Pecorelli deve ancora essere inviato

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Non è ancora stata recapitata agli inquirenti perugini la traccia di dna estratta dai resti umani trovati nell’auto carbonizzata a Puka, in Albania. Skoda noleggiata da Davide Pecorelli - imprenditore di San Giustino - il 3 gennaio appena atterrato all’aeroporto di Rinas. Le autorità albanesi la scorsa settimana avevano assicurato l’invio del campione che però non è in mano agli inquirenti italiani. Intanto la polizia, a quanto si apprende, starebbe sentendo numerosi conoscenti dell’imprenditore di 45 anni di Lama. Persone che lo hanno frequentato nell’ambito personale, lavorativo e anche sportivo (Pecorelli è stato arbitro di Serie C).

 

Insomma, in attesa del riconoscimento ufficiale dei resti, si scava nel passato del titolare dei saloni di bellezza dislocati in tutta l’Alta Valle del Tevere. Lo stato dell’arte, versante albanese, invece è questo. Domenica è uscito allo scoperto il testimone oculare che il 7 gennaio ha visto bruciare nella zona montuosa di Puka la Skoda Fabia noleggiata da Pecorelli all’arrivo in Albania. Un particolare su tutti emerge dal suo racconto. Dice testualmente il testimone: “Durante la mia permanenza non ho sentito nessun odore particolare, tranne l'odore delle gomme del veicolo in fiamme".

 

Ergo, nessuno ha appiccato il fuoco all’auto. Tesi sostenuta dagli inquirenti albanesi che dall’inizio hanno parlato di incidente per poi percorrere la strada del suicidio. Ipotesi che ha trovato conferma anche nelle risultanze del perito nominato per analizzare i resti carbonizzati dall’auto, che ha parlato esplicitamente di un incendio “naturale”, almeno stando a quanto riferito dai media albanesi. Tutti elementi che rafforzano le ipotesi investigative albanesi: una disgrazia e, in subordine, un suicidio. Ipotesi che invece non convincono gli inquirenti perugini, orientati più per una rapina finita male o, peggio ancora, un omicidio. La Procura, non a caso, ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di omicidio. L’interlocuzione con i colleghi albanesi è destinata a un salto di qualità appena il dna verrà comparato con quello del fratello di Davide Pecorelli, Antonio. Se ci sarà corrispondenza, i resti carbonizzati trovati nell’auto sono quelli dell’imprenditore altotiberino di cui si sono perse le tracce il giorno della Befana. E allora gli inquirenti andranno direttamente in Albania per completare le indagini.