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Covid in Umbria, tentano truffa agli anziani proponendo il vaccino a domicilio a Città della Pieve

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Covid, in Umbria si è verificato un tentativo di truffa agli anziani con la scusa della somministrazione del vaccino a domicilio. L'episodio si è verificato a Città della Pieve.

 

L'amministrazione comunale, con una nota pubblicata sulla propria pagina Facebook, ha avvisato poi la cittadinanza che non è attivo alcun servizio di somministrazione della vaccinazione anti Covid a domicilio. “Sia l'amministrazione comunale che le forze dell'ordine hanno ricevuto diverse segnalazioni su telefonate arrivate ad anziani, ai quali si proponeva di fissare un appuntamento per effettuare la vaccinazione anti Covid presso la propria abitazione – si legge ancora nel post su Facebook pubblicato dall’amministrazione guidata da Fausto Risini – Chiunque riceva telefonate o qualora qualcuno si presenti al vostro domicilio proponendo tale servizio, non aderisca e non esiti a contattare le autorità preposte. Chiediamo a tutti di contribuire a divulgare l’avviso soprattutto a tutela delle persone anziane e fragili, che più facilmente corrono il rischio di essere raggirate”. 

 

La stessa truffa era stata segnalata nella giornata di lunedì anche dal comune della città di Chiusi, in Toscana ma a confine proprio con il territorio pievese. In questo caso il soggetto si spaccia come volontario di associazioni locali e offre appuntamenti. In questo senso si ricorda anche che la somministrazione delle dosi di vaccino può avvenire solo ed esclusivamente presso strutture sanitarie autorizzate e personale medico professionale. Per ora, infatti, in Italia non sono stati attivati altri sistemi a domicilio, anche se l'obiettivo della campagna di massa, come aveva spiegato nei giorni scorsi il commissario straordinario all'emergenza sanitaria, Domenico Arcuri, era quello di prevedere "punti di erogazione ogni 40 mila abitanti", così da arrivare a ottenere la cosiddetta "immunità di gregge" entro l'autunno. Le autorità, in questo senso, hanno reso noto di diffidare di qualsiasi altra forma di servizio relativa alla possibile somministrazione di vaccini.