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Covid Umbria, test gratuito in farmacie anche per studenti e professori di elementari e medie

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Il tampone rapido gratuito in farmacia disponibile anche per gli studenti di scuole elementari e medie dell’Umbria. E’ stata infatti implementata la campagna di testing avallata dalla Regione dopo l’accordo con le associazioni delle farmacie pubbliche e private convenzionate, che in primis prevedeva la possibilità di effettuare i test solo alla popolazione scolastica delle superiori. Da oggi, mercoledì 3 febbraio, anche studenti e corpo docente e non docente delle elementari e delle medie, potrà sottoporsi a test rapido gratuito, su base volontaria, in farmacia. L’elenco delle farmacie aderenti all’iniziativa è consultabile sul sito www.umbria.federfarma.it e sulla pagina Facebook ufficiale di Federfarma Umbria.

 

Il test si svolge su appuntamento da prendere con la farmacia e previa compilazione di un modulo di autocertificazione. Ad annunciare la novità sono i presidenti di Federfarma Umbria Augusto Luciani, di Federfarma Perugia Silvia Pagliacci e Federfarma Terni Maurizio Bettelli. I privati cittadini possono svolgere invece il test a pagamento sempre senza ricetta medica ma con autocertificazione da presentare in farmacia. Intanto l’aggiornamento sulla campagna di testing effettuata in farmacia, parla di 19.822 test antigenici rapidi. Di questi 13.627 riguardano la popolazione studentesca e 6.446 i privati cittadini, eseguiti anche 109 sierologici. Le comunicazioni di esito positivo sono 277, di cui 96 tra la popolazione studentesca. Il servizio per elementari e medie, da mercoledì e sino a domenica, sarà attivato anche dal Comune di Perugia grazie alla collaborazione con Afas, come annuncia il presidente Antonio D’Acunto. Tutte le 14 farmacie Afas raccoglieranno le prenotazioni. 

 

Intanto i sindacati chiedono di chiudere anche le scuole d’infanzia. I rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda hanno inviato una nota a Anci Umbria e Regione dove esprimono forte perplessità e preoccupazione per la decisione di sospendere - nei comuni dove il contagio è più alto - le attività didattiche in presenza per le scuole primarie e secondarie, escludendo dal provvedimento la scuola dell’infanzia dove, non indossando gli alunni le mascherine, il rischio di infettarsi è elevato.