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Covid, il fisico Gammaitoni: "Umbria alla terza ondata del virus. Picco dei contagi ancora lontano"

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“L’Umbria in questo momento rappresenta un’anomalia: mentre in Italia, e in particolare nelle regioni limitrofe, la curva degli attualmente positivi volge verso il basso - segno che il loro numero sta calando e l’epidemia migliora - qui, ormai da settimane registriamo in modo costante una media di 250-300 contagi in più al giorno”: a parlare è il professor Luca Gammaitoni, docente di fisica all’Università degli Studi di Perugia che lavora su modelli statistico-matematici. 

 

 

Professore, cosa sta succedendo?
Difficile dirlo. I numeri dimostrano che l’Umbria è ormai entrata nella terza ondata dell’epidemia. Il trend in salita è iniziato ormai da settimane come probabile conseguenza di un comportamento meno attento nel periodo di Natale ed è poi continuato senza interruzioni. Di certo, le misure restrittive imposte, a oggi, non hanno portato i risultati sperati.
In queste ultime ore sono emersi due casi sospetti di variante brasiliana. E’ un fattore che può incidere sulla situazione attuale del contagio?
Dalle evidenze scientifiche che abbiamo al momento direi di no perché lo stato attuale dipende da quello che è successo circa 10-15 giorni indietro. Certo, se si scoprisse che c’è un contributo forte di nuovi ceppi più contagiosi, allora tutto potrebbe cambiare. Resterebbe comunque da capire perché, se una variante più contagiosa fosse in circolazione da tempo in Umbria, non sia circolata nelle regioni limitrofe. 

E allora, cosa potrebbe aver trascinato l’Umbria nella terza ondata?
Non ho la risposta ma saperlo è fondamentale per determinare le azioni future. Spetta alla Regione fare un’analisi dettagliata della situazione, verificare se e dove ci sono stati cluster, risalire alla causa dei focolai. Faccio un esempio. In questo territorio c’è la tradizione di ammazzare il maiale sotto Natale per poi ritrovarsi tutti insieme a mangiare. Occasioni di questo tipo, che sappiamo non essere mancate, possono aver compromesso un miglioramento della situazione. 

 


 

Cosa dobbiamo aspettarci, adesso?
Generalmente il numero dei contagi cresce fino a toccare il picco, poi c’è un’inversione di tendenza. La velocità di crescita, però, in prossimità del picco dovrebbe diminuire mentre in questo momento in Umbria è costante. 
Professore, secondo lei come si potrebbe intervenire?
Ripeto, a mio parere è indispensabile capire cosa sta determinando questa situazione, cosa si fa in Umbria di diverso dal resto d’Italia. Se non si comprende la reale causa del contagio, ogni rimedio potrebbe rivelarsi inutile. Gli stessi sindaci non possono prendere provvedimenti mirati se non sanno dove devono andare a parare. Faccio un esempio: sarebbe inutile chiudere le scuole se la fonte del contagio fosse nelle Rsa.