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Perugia, troppi focolai Covid all'ospedale: vietate le visite dei familiari ai pazienti

Alessandro Antonini
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L’ospedale di Perugia si blinda. Come avvenuto per il primo lockdown nella fase 1, stop alle visite di familiari di pazienti e di badanti (i cosiddetti caregiver). Troppi focolai, il rischio contagi anche alla luce dei ricoveri di positivi - 106 di cui 17 in terapia intensiva - è alto. La direzione generale dell'azienda ospedaliera di Perugia ha quindi comunicato all'utenza “la chiusura degli accessi nelle aree di degenza non Covid 19 al fine di potenziare le misure già in atto per il contenimento della pandemia”. Nello specifico l'accesso alle strutture sanitarie non è consentito a visitatori e congiunti.

“E' possibile consegnare eventuali beni personali di prima necessità al personale infermieristico di reparto nella fascia oraria dalle ore 12 alle 13” fa sapere il nosocomio. Non consentito l’accesso alle aree degenza neanche per i badanti: “Potrà essere attentamente valutata da parte del medico specialista e del coordinatore infermieristico la presenza in alcuni reparti limitatamente ai casi di assoluta necessità e dopo aver effettuato un'analisi rischi-benefici. Nel caso venga eccezionalmente concesso l'accesso al caregiver, prima del rilascio del badge autorizzativo personale, verrrà sottoposto a test rapido antigenico da ripetersi con cadenza costante”.

Nei giorni scorsi sono stati segnalati focolai a nefrologia, malattie infettive, medicina interna e neurochirurgia. “La situazione dell’ospedale di Perugia, Santa Maria della Misericordia, è di nuovo critica. Il più grande nosocomio dell’Umbria è fuori controllo, servono immediatamente provvedimenti di emergenza”. Lo affermano in una nota i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, Vincenzo Sgalla, Angelo Manzotti e Claudio Bendini, insieme ai responsabili delle categorie della sanità, Tatiana Cazzaniga (Fp Cgil), Luca Talevi (Fp Cisl) e Marco Cotone (Uil Fpl). “Il personale sanitario ci segnala quotidianamente casi di contagio Covid in reparti cosiddetti bianchi, mentre tornano le turnazioni infinite per mancanza di personale e le ambulanze si ammassano all’ingresso del pronto soccorso”.