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Umbria, poche messe a Spoleto. Mancano i sacerdoti. L'arcivescovo Boccardo: "Accorpare per avere comunità vive"

Rosella Solfaroli
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In Umbria, a Spoleto, i sacerdoti sono diminuiti almeno di un terzo rispetto a soli due anni fa, meno messe e proteste dei fedeli, soprattutto quelli che risiedono nel centro storico. “Non si può pretendere che due preti facciano quello che prima facevano in quattro”, è la risposta dell’arcivescovo vescovo di Spoleto-Norcia, Renato Boccardo, alle polemiche che si sono scatenate in questi ultimi tempi rispetto alla netta riduzione delle celebrazioni eucaristiche giornaliere nelle quattro chiese più significative della città che sono San Gregorio, San Filippo, San Pietro e Paolo e Duomo. Anche se in quest’ultima poco o nulla è cambiato rispetto a prima della razionalizzazione delle messe cittadine.

Sì, perché fino a due anni fa ad animare la vita religiosa delle quattro strutture c’erano a disposizione due parroci e un vice a cui dava supporto, all’occorrenza, anche un frate. Ora, invece, con le nuove nomine, il tutto è retto da due soli sacerdoti. da qui la quasi totale soppressione delle messe a San Filippo nei giorni feriali (ce n’è solo una il mercoledì). “Se in cattedrale c’è una messa tutti i giorni perché ce ne deve essere un’altra a 50 metri?- è il ragionamento che fa monsignor Boccardo - dobbiamo accorpare per avere comunità vive e per celebrare in maniera dignitosa. La dispersione non possiamo più permettercela. Questo vale per la città vecchia ma anche per tutta l’archidiocesi”.

La riprova? L’Alta Marroggia, area tra le più popolose del comune di Spoleto, dove 30 anni fa c’erano dieci sacerdoti mentre oggi ne sono rimasti soltanto tre che girano tra le tante piccole strutture religiose delle frazioni. E non è da meno Norcia ,che per le sue 25 frazioni può avvalersi di due parroci giovani a cui supporto ce ne sono altrettanti dalla veneranda età di 90 anni. E così è in ogni Comune che rientra nelle competenze religiose della Diocesi di Spoleto-Norcia. “Meglio poche messe ma “nutrienti” piuttosto che moltiplicare le cerimonie a tutte le ore e in tutte le chiese dove troviamo una assemblea ridotta”, chiude il presule.