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Torgiano, Fratta e Bevagna chiudono le scuole, per gli altri sindaci dei comuni a rischio nuovo summit Anci

Francesca Marruco
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La maggioranza dei sindaci chiamati in causa nella lista dei 29 - nel frattempo lievitata a 31 - comuni con incidenza di casi Covid ogni 100 mila abitanti troppo alta deciderà oggi se chiudere le scuole oppure no. A ieri sera infatti, dopo l’invito delle autorità sanitarie regionali, parecchi dei sindaci avevano emesso ordinanze restrittive sulla falsa riga di quella adottata nelle scorse settimane da Giacomo Chiodini a Magione senza intervenire sulle scuole. Chiuse solo a Torgiano, Bevagna (materne comprese) e Fratta Todina. Perugia lo farà a partire da domani. Tutti gli altri, ieri hanno ricevuto il parere del Cts chiesto nell’incontro Anci- Tesei - Sanità di sabato pomeriggio. Tuttavia, soprattutto per quanto riguarda i comuni più piccoli, con meno di 5 mila abitanti, le decisioni risultano oltremodo complicate da assumere, se soprattutto si è di fronte a incidenza alta ma numeri assoluti contenuti. E non manca una certa resistenza da parte dei sindaci ad assumere decisioni che ritengono essere in capo alla Regione.

 

 


Dal canto suo, Palazzo Donini, scrive: “La metodologia adottata dalla Regione Umbria, di cui sono stati messi a conoscenza sia il Ministro della Salute Speranza sia il Prefetto di Perugia Gradone, si è resa necessaria proprio per l’andamento difforme del contagio da comune a comune. Difformità che non permette un’ordinanza unica regionale, ma che necessita di specifiche decisioni territoriali, fermo restando, come detto, il pieno supporto della Sanità e della Regione”. E’ per questo motivo che ieri pomeriggio c’è stata una ulteriore interlocuzione tra il direttore sanitario regionale, Claudio Dario e il presidente di Anci, Michele Toniaccini. E’ lo stesso Toniaccini a spiegare che “domani (oggi, ndr) i Servizi di igiene e sanità locali, invieranno ai sindaci un documenti in cui chiederanno un provvedimento ordinativo contingibile e urgente finalizzato all’adozione delle misure di contenimento della diffusione del Covid-19, come la chiusura delle scuole”. Per questo Toniaccini ha convocato un nuovo summit di Anci per stamane alle 11. 

 

 


Intanto ieri, per quanto riguarda la zona del lago, a Castiglione, Città della Pieve, Panicale, sono state emanate ordinanze restrittive. A Passignano, Tuoro e Piegaro, la stretta è stata solo annunciata. Anche a Gubbio si lavora all’ordinanza che arriverà oggi. Nella Media Valle del Tevere, Deruta, Collazzone, San Venanzo e Fratta Todina hanno adottato restrizioni. Marsciano lo farà da oggi. Nel perugino, il capoluogo e Corciano avevano già emesso l’ordinanza sabato. Torgiano ieri, includendo le scuole. A Foligno il sindaco non ha adottato alcuna ordinanza rivendicando in un post Facebook che la sua città non è zona rossa. Spello, Montefalco, Gualdo Cattaneo, Trevi, Nocera Umbra, Sellano, annunciano che l’ordinanza verrà emessa oggi. Nel ternano Amelia e Attigliano hanno emesso ordinanze restrittive. Invece per Lugnano in Teverina e Calvi dell'Umbria, i sindaci hanno annunciato che sono solo cinque (per ogni comune) i positivi accertati. Le new entry nella lista dei comuni con numeri peggiori sono Montegabbione e Giano dell’Umbria (dove c’erano già scuole in parte chiuse per cluster). I comuni che lo hanno già fatto, hanno emesso ordinanze sostanzialmente sovrapponibili: anticipo del coprifuoco alle 21, divieto di consumare cibi o bevande all’aperto, la spesa una volta al giorno una sola persona per nucleo familiare, divieto di distribuzione di bevande e cibo dai distributori automatici, divieto di attività sportive e ludiche di gruppo, nei parchi pubblici e divieto di utilizzo delle aree gioco. Le decisioni sulla scuola, che cambieranno la vita a mezza Umbria sono attese per oggi pomeriggio.