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Imprenditore scomparso in Albania, spunta teste che ha visto bruciare l'auto noleggiata da Davide Pecorelli

Felice Fedeli
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 Spunta un testimone oculare alla vigilia di quella che si annuncia essere la settimana decisiva per avere una parola chiara su Davide Pecorelli, l'imprenditore altotiberino che ha fatto perdere le proprie tracce in Albania il giorno della Befana. C'è un contadino di 53 anni che ha visto l'auto noleggiata da Pecorelli andare a fuoco e che ha dato l'allarme. 

 


Ma questa che si è aperta oggi lunedì 1 febbraio è la settimana decisiva, perchè proprio oggi le autorità albanesi inoltreranno alla Procura di Perugia le analisi delle ossa o dei resti umani trovati nell’auto carbonizzata a Puke, la Skoda Fulvia noleggiata giorni prima da Pecorelli. Le tracce di dna che arriveranno dall’Albania verranno comparate con quelle del fratello di Davide, Antonio e poi finalmente sarà data una risposta definitiva. Si saprà insomma se i resti ritrovati nell’auto bruciata sono o no di Davide Pecorelli.

 


Ma proviamo a ricapitolare le tappe di questa scomparsa i cui contorni sono ancora tutti da decifrare. Il 3 gennaio Davide Pecorelli entra in Albania dall’aeroporto di Rinas, dove noleggia una Skoda Fulvia che al momento è centrale per le indagini. Il giorno dopo, 4 gennaio, l’auto resta parcheggiata a lungo a Scutari; alle 21.30 Pecorelli è all’hotel Turizmi di Puka. Il giorno della Befana, siamo al 6 gennaio, Davide Pecorelli cambia programma e lascia con un giorno di anticipo l’albergo. I familiari che risiedono a Selci Lama non riescono a parlarci malgrado i ripetuti tentativi e danno l’allarme. Il 7 gennaio, sulla strada Gjefjan-Reps viene ritrovata l’auto carbonizzata a poca distanza da Puka. Solo il giorno dopo nell’abitacolo della macchina, sedili posteriori, vengono scoperto resti umani da cui il laboratorio forense di Tirana ha estratto la traccia di dna che oggi farà recapitare alla Procura di Perugia. Giovedì 28 vengono apposti i sigilli a un’attività che Pecorelli gestiva a Sansepolcro.