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Perugia, il dg dell'ospedale: "Per risolvere il problema sosta selvaggia serve un parcheggio multipiano e custodito"

Francesca Marruco
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“L’unico modo per risolvere il problema della carenza di parcheggi al Santa Maria della Misericordia è un potenziamento e ammodernamento degli stessi e una gestione esternalizzata”. Ne è convinto il direttore generale dell’azienda ospedaliera di Perugia, Marcello Giannico, che per eliminare realmente i disagi pensa a un parcheggio multipiano. “In questo modo avremmo mille stalli in più e questo potrebbe davvero risolvere la carenza che va al di là della momentanea presenza degli ospedali da campo”.

 

 

I posti auto al Santa Maria della Misericordia arrivano a 2.388: 1272 al Gambuli, 335 al Menghini e 580 al Taramelli. “I due ospedali da campo ora occupano tutto il Taramelli, e poi il prefabbricato di Arcuri sottrarrà ulteriori 65 posti circa” dice il dg. Di qui la sosta selvaggia, che, a onor del vero, c’è sempre stata. “Per risolvere non bastano due addetti, come mi viene chiesto - aggiunge Giannico - né liberare il Taramelli, o asfaltare qualche aiuola in più. Ci vuole ben altro e io sono profondamente convinto che si debba riorganizzare tutto in ottica di un parcheggio molto più capiente, custodito e gestito nel migliore dei modi. L’azienda ospedaliera deve concentrarsi su questioni sanitarie e lasciare la gestione dei parcheggi a ditte specializzate, come del resto avviene nei maggiori ospedali d’Italia”.

 

 

 

Ovviamente l’operazione ha un costo. Di certo non secondario.“Il nostro bilancio - spiega il dg - ha già una forte perdita, in virtù di cospicue spese sostenute per la pandemia. L’ospedale non può finanziare una simile operazione da solo. Quindi un nuovo parcheggio si può fare in due modi. Si recuperano risorse, ad esempio verificando se la Regione ne può mettere a disposizione e si fanno gli interventi necessari. In quel caso l’eventuale costo a carico degli utenti potrebbe essere limitato al solo ristoro per la ditta esterna che gestirebbe il parcheggio. Altrimenti c’è la strada del project finance: si individua una ditta che esegue i lavori di tasca propria, ma che poi, ovviamente, gestirebbe i parcheggi con delle tariffe parametrate al recupero dell’investimento fatto. In questo secondo caso, se si compartecipa all’investimento, la tariffa potrebbe essere contingentata. In ogni caso verrebbero salvaguardate le categorie protette e i lavoratori dell’ospedale”. Perugia è da sempre abituata ad avere il parcheggio gratuito in ospedale. “Un intervento - conclude il dg - che dovrebbe quindi essere attentamente vagliato non soltanto dall’azienda ma dalle istituzioni locali”.