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Covid in Umbria, ordinanze nei comuni a rischio: parte Perugia. Stretta sulla spesa, transenne e coprifuoco anticipato

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Ale.Ant.
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Coprifuoco anticipato alle 21, transenne in centro storico, stop consumo di alimenti e bevande nei luoghi pubblici, chiusura dei distributori automatici di alimentari e niente utilizzo delle aree gioco nei parchi. E ancora, spesa contingentata: solo una volta al giorno e da parte di un unico familiare. In questo caso sorge  il dubbio sull'effettivo rispetto della norma: chi controlla? Tant'é: sono i divieti dell'ordinanza (subito in vigore dal 30 gennaio) vergata dal sindaco di Perugia, Andrea Romizi, pensata sul modello di quella già firmata a Magione. Misure simili si apprestano ad adottare anche gli altri 27 comuni a rischio "zona rossa", (29 in totale) dopo l'ennesimo vertice alla presenza della Regione. 

 

Per ora è rinviata la chiusura delle scuole elementari, medie e superiori. I sindaci si sono opposti alla direttiva regionale di venerdì: per chiudere le scuole attendono un'indicazione scritta della direzione regionale sanità, in cui viene messo nero su bianco che se si superano i 200 nuovi casi per  100 mila abitanti scatta la dad al 100%, a partire dalle medie. Non sono noti i tempi. Romizi dice sono che "è rinviata, per il momento, la decisione di sospendere l’attività didattica in presenza in attesa di un nuovo confronto tra i sindaci dei comuni interessati e la presidente Tesei". Intanto si va con le ordinanze sulle altre attività. "Col riacutizzarsi del contagio nella provincia di Perugia" , è scritto nella nota di Palazzo dei Priori, "l’Anci Umbria ha fatto pervenire all’amministrazione comunale di Perugia, così come di altri 29 comuni della regione, una nota della presidente Tesei nella quale si chiede di condividere l’adozione di ulteriori misure di contenimento della diffusione del virus, oltre a quelle già in vigore". Così "si è resa necessaria l’emanazione urgente di una specifica ordinanza".

Dal 30 gennaio al 14 febbraio "il coprifuoco sarà anticipato alle ore 21 fino alle 5,00 del mattino, salvo le comprovate esigenze di lavoro, necessità o salute, da dichiarare mediante autocertificazione;  è fatto divieto di consumare alimenti e bevande all’aperto nei luoghi pubblici e aperti al pubblico, per l’intera giornata, né sarà possibile, sempre per l’intera giornata, la distribuzione degli stessi mediante distributori automatici; per l’acquisto di beni alimentari, effettuare al massimo una spesa al giorno e da parte di un solo componente del nucleo familiare; è fatto divieto di svolgimento di attività sportive e ludiche di gruppo nei parchi ed aree verdi, nonché di utilizzo delle aree gioco dei medesimi; resteranno chiuse al pubblico, per l’intera giornata, le seguenti aree: la scalinata della cattedrale di San Lorenzo, sia nella parte che si affaccia su Piazza IV Novembre, che su quella che si affaccia su Piazza Danti, lasciando libero accesso alla cattedrale; la scalinata di Palazzo dei Priori, lasciando libero accesso alla Sala dei Notari ed alla Sala della Vaccara". E ancora: chiusi i giardini Carducci;  il percorso pedonale che collega i giardini del Pincetto a strada del Mercato e parte delle  logge della prefettura. Nel pomeriggio di sabato 30 gennaio è stato chiuso al traffico l'accesso da largo Cacciatori delle Alpi verso piazza Italia, eccetto che per i residenti.