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L'Umbria è l'unica regione in Italia a rischio alto: in 7 giorni 206 nuovi focolai

Francesca Marruco
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L’Umbria è l’unica regione in tutta Italia a rischio alto. Lo certifica il report dell’Istituto superiore di Sanità pubblicato ieri e riferito ai dati fino al 24 gennaio, aggiornati al 26. Non solo, l’Umbria ha rischio alto da tre o più settimane consecutive. Lo hanno decretato diversi dati: l’occupazione dei posti letto di reperti Covid comuni è sopra soglia. Si tratta infatti di un 38% a fronte di un 30%  come soglia di criticità. Anche per le terapie intensive, l’occupazione è soprasoglia: 43 % a fronte del 40% come soglia critica. I casi riportati alla protezione civile nei 14 giorni precedenti erano stati 3.163, con un incremento settimanale del 26.4%.  I focolai registrati nell’ultima settimana sono stati 206.I casi non collegati a catene di trasmissione note sono 597.  

 

 


La settimana precedente c’erano 2.863 nuovi casi riportati alla Prociv nei 14 giorni precedenti  con una variazione settimanale al ribasso del 10 %. I nuovi focolai erano stati 151 e i casi non collegati a catene di trasmissione note erano stati 493. L’occupazione delle aree mediche Covid comuni era del 36% e quella della terapia intensiva del 38%.
La percentuale di  tamponi positivi escludendo per quanto possibile tutte le attività di screening e il re-testing degli stessi soggetti, complessivamente e per macro-setting è del 15.9%, la settimana precedente era stato del 15.1%. A complicare il quadro ci sono gli indicatori che danno tutti i trend in salita nonché l’esistenza di nuovi casi segnalati negli ultimi 5 giorni di positività in soggetti maggio ri di 50 anni e di nuovi focolai negli ultimi sette giorni in Rsa, case di riposo o spedali.

 

 

Poco importa se l’rt  è pure sceso rispetto alle settimane precedenti arrivando allo 0.96%. L’incidenza media dell’ultima settimana è stata del 199.96% ogni 100 mila abitanti. Nei 14 giorni era stata del 362.35.  E, visti i dati  degli ultimi giorni in Umbria, nell’immediato futuro non c’è aspettarsi nulla di buono. 
In questi ultimi quattro giorni infatti è stato registrato, ad esempio, l’esteso focolaio all’interno della clinica Prosperius di Umbertide.