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Umbria Covid, sette morti e nuovo aumento dei ricoveri: il bollettino di venerdì 29 gennaio. Appello della presidente Tesei ai sindaci

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Sette morti, nuovo balzo in avanti degli ospedalizzati che da 392 passano a 402 e 335 nuovi positivi in 24 ore a fronte di 3.938 tamponi analizzati e 2.980 test antigenici: sono i numeri del bollettino di Regione e Protezione civile di venerdì 29 gennaio. I numeri mostrano, invece, una lieve diminuzione dei ricoverati nelle terapie intensive mentre i guariti sono 154. A fronte dell'incidenza dei contagi in aumento - soprattutto in alcuni comuni del Perugino - la presidente Donatella Tesei ha inviato venerdì mattina una lettera all’Anci  Umbria in cui condivide la situazione epidemiologica umbra e la sua evoluzione. 

 

Secondo quanto comunicato dalla Sanità regionale, infatti, mentre da un lato la pressione dovuta al Covid nelle strutture ospedaliere è attualmente sotto controllo, anche grazie alle iniziative di rafforzamento messe in campo dalla Regione negli ultimi mesi, dall’altro lato si registra una situazione di diffusione del virus particolarmente difforme nelle due province e puntiforme all’interno delle stesse. Per tale motivo, già sentito il Prefetto di Perugia Armando Gradone, la presidente Tesei sollecita l’Anci, nello spirito di una leale e fattiva collaborazione, ad una immediata valutazione insieme ai sindaci dei territori in cui vi è una elevata incidenza di casi settimanali al fine di individuare una serie di iniziative territoriali temporanee, in aggiunta alle limitazioni regionali e nell’ottica del perseguimento del principio di massima precauzione, allo scopo di ridurre le occasioni di contagio.

 

Il contagio a due velocità del virus è anche oggetto di studio:  il commissario per l'emergenza Covid, Massimo D'Angelo, evidenzia che in Umbria, così come sta avvenendo in altre regioni, si vuole procedere a sequenziare il virus Sars-Cov 2 per verificarne le caratteristiche.   “Il sequenziamento del virus sul territorio regionale – ha detto D’Angelo – permetterà di avere a disposizione ulteriori dati oggettivi per interpretare anche le cause per cui l’infezione virale tende a diffondersi in alcune aree e, di conseguenza, valutare le misure opportune”.