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Perugia, medico sospeso: è accusato di aver palpeggiato due specializzande. Il procuratore aveva chiesto i domiciliari

Francesca Marruco
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Avances e palpeggiamenti nelle parti intime. In una corsia vuota o in uno studio medico deserto. Quando le ragazze, specializzande entrambe sulla trentina, erano rimaste sole col loro responsabile. Un dirigente medico del Santa Maria della Misericordia che mercoledì pomeriggio è stato raggiunto dalla misura interdittiva della sospensione dal servizio su disposizione del gip del tribunale di Perugia, Natalia Giubilei, su richiesta del Procuratore capo, Raffaele Cantone con la pesantissima accusa di violenza sessuale. Scaturita da due denunce, depositate da due specializzande in momenti diversi. Un primo episodio sarebbe avvenuto alla fine del 2019, un altro nel 2020.

 

 

Le indagini sono state portate avanti dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria presso la Procura di Perugia guidati dal comandante, Giovanni Mele, che hanno sentito le ragazze e hanno effettuato anche altri riscontri a corredo delle loro dichiarazioni. E, secondo quanto trapela, sarebbe emersi elementi “oggettivi” che rendono verosimile la denuncia delle giovani . Oltre alla segnalazione delle ragazze, anche la direzione ospedaliera, all’epoca a guida Antonio Onnis, aveva depositato un esposto in cui si parlava di “avances sessuali” nei confronti di specializzande. 
Il Procuratore, per il medico 44enne, aveva chiesto gli arresti domiciliari.

 

 

 

Il gip invece ha deciso di sospenderlo per sei mesi e lo interrogherà lunedì prossimo. Mercoledì o militari lo hanno prelevato in corsia mentre era in servizio e, oltre alla notifica della misura hanno anche sequestrato un pc e un cellulare. Il camice bianco si è affidato alla difesa legale di Nicola Barocci. E adesso rischia anche un secondo provvedimento, di natura disciplinare. Che, nella peggiore delle ipotesi, prevede il licenziamento. Ieri, il dg dell’ospedale, Marcello Giannico, in una nota ha detto: “L’azienda ha fornito la massima collaborazione nelle indagini all’Autorità giudiziaria e, alla formalizzazione del provvedimento interdittivo, attivato le procedure finalizzate a valutare il comportamento del dipendente sotto il profilo disciplinare”.