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Terni, cassa integrazione all'Ast: raggiunto l'accordo tra azienda e sindacati

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Cassa integrazione all’Acciai Speciali Terni: rappresentanti aziendali e i coordinatori delle sigle sindacali della Rsu hanno raggiunto l’accordo per gli ammortizzatori sociali dal 25 gennaio al 27 febbraio 2021, per un totale massimo di 250 lavoratori.

Tra qualche giorno dovrebbe essere reso noto il bilancio del primo trimestre dell’anno fiscale di Ast che dal 1° ottobre 2020 è stata collocata nella divisione Multi Track. Un risultato positivo in controtendenza con l’anno precedente, che ha pagato la crisi del mercato e la pandemia. Sono volate le produzioni, l’acciaio colato si è avvicinato alle trecento mila tonnellate.

L'azienda di viale Brin, guidata dall’amministratore delegato Massimiliano Burelli, rispettando quanto stabilito con le parti sociali il 22 dicembre 2020 al Mise, ha proceduto all’assunzione di 17 lavoratori interinali licenziati a giugno 2020. Un segnale che lascia ben sperare, perché non è escluso, che Ast proceda ad ulteriori assunzioni. Un passo importante più volte auspicato dal sindacato, per dare respiro a quelle aree dello stabilimento che necessitano di incrementare la forza lavoro perché sotto organico. Ma in stabilimento cresce la preoccupazione, per il futuro dell’azienda. Intanto la nomina di JP Morgan, da parte di ThyssenKrupp, come advisor per la procedura di cessione, non rappresenta l’avvio ufficiale della stessa.

Manca il via libera da parte del consiglio di amministrazione di TK AG, atteso da settimane, mentre i gruppi che interessati potrebbero essere una decina, tra cui Marcegaglia e Arvedi. Mail continuo esodo di dirigenti, negli ultimo quaranta giorni hanno rassegnato le dimissioni il responsabile delle risorse umane Luca Villa e il direttore di stabilimento Massimo Calderini, sta creando un certo allarme tra i lavoratori. Del malumore si fa portavoce Marco Bruni, coordinatore della Rsu della Fismic. “Ci preoccupa quello che potrebbe accadere da qui ad alcuni mesi”. Per Bruni “le preoccupazioni possono essere legate con quanto accaduto al polo chimico della Polymer che ha visto lo spacchettamento delle aziende, con tutte le criticità che stiamo assistendo impotenti. Da parte nostra ci vuole molta attenzione, occorre sedersi al tavolo, anche con i rappresentanti del comune e della regione, per capire lo stato dell’arte per il bene futuro dello stabilimento”.