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Covid in Umbria, a febbraio altre 37.500 dosi di vaccino. Si comincerà con gli ultra 80enni: il cronoprogramma

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A febbraio l’arrivo di 37.500 dosi di vaccino Pfizer e Moderna che permetteranno di iniziare a immunizzare gli ultra 80enni. E’ quanto annunciato giovedì dalla Regione nel corso dell’incontro con la stampa. Per quanto riguarda l’approvvigionamento dei vaccini è stato reso noto che il 2 febbraio dovrebbero arrivare quattro vassoi Pfizer, di cui uno sarà utilizzato per il completamento vaccinale dei soggetti a cui è stata somministrata la prima dose, mentre l’8, il 15 e il 22 perverranno altri ventuno vassoi.

 

 

“Questo ci permetterà un totale di 28 mila dosi, quindi un ciclo completo per coprire 14 mila persone - ha detto il commissario Covid, Massimo D’Angelo - Del vaccino Moderna invece, l’8 e il 22 si attendono 9500 dosi di vaccino e si procederà secondo piano nazionale e regionale di intervento vaccinale, ovvero le categorie di soggetti previsti nella fase1, che comprende anche gli ultraottantenni. Ci atterremo al Piano e in proposito – ha proseguito D’Angelo – è di questi giorni uno studio della Fondazione Gimbe che ha evidenziato che la Regione Umbria è la più appropriata nella somministrazione del vaccino alle categorie previste”.


 

Il commissario D’Angelo ha anche fatto un punto sulla situazione delle Rsa. “In questa settimana siamo passati da 101 strutture con casi a 104 - ha detto - I soggetti positivi sono 297, 34 in più rispetto alla settimana scorsa di cui 131 operatori e 167 ospiti positivi. I decessi sono saliti a 115, due in più rispetto alla settimana precedente”. Le vittime erano ospitate all’Opera Pia Muzi Betti di Città di Castello come ha confermato il sindaco Luciano Bacchetta che, a nome dell’amministrazione comunale tutta, ha voluto esprimere le più sentite condoglianze alle famiglie. Il commissario D’Angelo ha posto l’accento sull’importanza, in particolare per gli operatori delle Rsa, di adottare giusti comportamenti per proteggere gli ospiti delle strutture in cui operano. “Ciò deve valere – ha detto d’Angelo – anche dopo la somministrazione della seconda dose di vaccino, perché se è vero che il vaccino protegge, è altrettanto vero che non bisogna abbassare la guardia e abbandonare regole fondamentali”.