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Il Covid divide l'Umbria, in arrivo mini zone rosse dove il contagio è più alto. Ecco i comuni a rischio

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E’ un’Umbria a due velocità sul fronte del contagio. Da una parte alcuni Comuni del Perugino che presentano una incidenza di casi elevatissima, dall’altra altri del Ternano che vedono la curva scendere sempre più verso il basso. Per questo la Regione ha annunciato “provvedimenti sistematici e mirati”, probabilmente mini zone rosse per riuscire a tenere la situazione sotto controllo. E’ quanto emerso nel corso dell’incontro settimanale con la stampa cui hanno partecipato l’assessore regionale Luca Coletto, il direttore alla sanità, Claudio Dario e il commissario per l’emergenza Covid, Massimo D’Angelo. Presenti anche gli esperti del Nucleo epidemiologico regionale, Marco Cristofori e Carla Bietta.

 

 

Sono stati questi a evidenziare come in Umbria la curva del contagio sia ricominciata a salire, anche se non in maniera esponenziale, dal 24 dicembre probabilmente per colpa dei rallentamenti delle misure di prevenzione. Nelle ultime settimane, inoltre, i casi si sono moltiplicati tra gli studenti, in particolare tra quelli nelle fasce 6-10 anni e 11-13 anni, probabilmente per la ripresa delle lezioni in presenza. In salita anche ricoveri ordinari e in terapia intensiva, lieve tendenza all’aumento anche per la mortalità. L’Rt (l’indice di contagio) degli ultimi quattordici giorni è stato calcolato in 1.14, quello della settimana presa in considerazione dalla cabina di regia nazionale che si riunirà oggi per decidere i colori delle regioni è di 0.96. Secondo il direttore Dario l’Umbria, per adesso, resterà in zona arancione. Ma il rischio che presto si possa finire in rosso è evidente. Il dato più rilevante, ha spiegato Dario, è l’incidenza dei casi ogni 100 mila abitanti: sotto la soglia di 50 l’epidemia è sotto controllo, più ci si scosta al rialzo da questo valore, più la situazione è critica. Tra i comuni a rischio stretta Magione, Torgiano, Deruta, Bettona, Collazzone e Vallo di Nera. Poi c’è il caso limite di Fratta Todina (che sembra superare quota mille) ma a questo proposito, Dario ha spiegato che “nei Comuni piccoli bastano pochi cluster familiari per far schizzare il dato”. Il comitato tecnico scientifico proprio in queste ore si incontrerà con le Asl di riferimento per valutare le singole situazioni. Sarà valutato anche il caso Perugia, dove nell’ultima settimana l’incidenza è stata superiore ai 350 casi ogni 100 mila abitanti. 

 


L’assessore Coletto ha parlato di “provvedimenti puntuali e localizzati nelle aree maggiormente a rischio” che saranno subito operativi. Il direttore Dario ha aggiunto che di volta in volta verranno decisi gli interventi da prendere, valutando la situazione anche insieme ai Comuni e lasciando anche a loro, eventualmente, margini di azione. A Magione, per esempio, dove l’incidenza dei nuovi casi supera quota 300 per 100 mila abitanti, il sindaco, Giacomo Chiodini, ha deciso di prorogare al 15 febbraio le ordinanze anti-contagio che prevedono misure piuttosto drastiche come, tra le altre cose, coprifuoco alle 21, spesa una volta al giorno al massimo, obbligo di misurazione della febbre all'ingresso delle strutture commerciali medio-grandi.