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Concorsopoli, chiesti tre anni e due mesi in abbreviato per l'ex dg dell'ospedale di Perugia Emilio Duca

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Alessandro Antonini
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C0ndanna a tre anni e due mesi: è quanto hanno chiesto i pm Paolo Abbritti e Mario Formisano per Emilio Duca, ex dg dell'azienda ospedaliera di Perugia, imputato nel rito abbreviato del processo costola del maxi processo Concorsopoli, che martedì 26 gennaio ha visto 32 rinviati a giudizio. La richiesta c'è stata nel pomeriggio di mercoledì 27 gennaio, nella sede del tribunale penale di Perugia, in via XIV Settembre, aula E, davanti al giudice Lidia Brutti. La requisitoria dei pm è durata oltre due ore e mezzo. La sentenza è attesa il 18 febbraio. 

Duca - difeso da Francesco Falcinelli - nell'abbreviato è alla sbarra per tre capi di imputazione: falso, rivelazione di segreti d'ufficio e peculato. Si tratta dei reati per cui è scattato il giudizio immediato a seguito della custodia cautelare. Nello stesso processo è imputato anche Maurizio Valorosi, ex direttore amministrativo dell'ospedale di Perugia. L'inchiesta da cui sono nati i procedimenti giudiziari è quella sui concorsi truccati in sanità che ha decapitato la politica regionale. A giudizio, tra gli altri, l'ex presidente Catiuscia Marini, l'ex segretario Pd e sottosegretario all'Interno Gianpiero Bocci e l'ex assessore alla sanità Luca Barberini: ai tre è contestata anche l'associazione per delinquere, insieme a Duca e Valorosi. 

Nell'immediato Valorosi  - difeso da Francesco Crisi - ha già presentato istanza di patteggiamento, con pena accordata di due anni e l'esclusione delle aggravanti. Nel frattempo alcuni reati - in particolare il falso - sono stati assorbiti dal processo principale. Ammesse come parti civili Usl 1, rappresentata da Francesco Maresca,  Regione dell'Umbria, difesa da Annarita Gobbo, azienda ospedaliera di Perugia con Fabio Pili del foro di Cagliari, Cittadinanzattiva  assistita da Alessandra Bircolotti e  Unione nazionale dei consumatori con l'avvocato Leonardo Gorbi. Martedì nell'udienza preliminare c'è stato il non luogo a procedere, quindi il prosciogilimento, per Serena Zenzeri  - difesa a Claudio Lombardi e Luca Gentili - e l'assoluzione per Fabio Madonnini, assistito da Vincenzo Maccarone.