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Perugia, mamma morta: indagati l'anestesista e l'ortopedico che la stavano operando al momento del malore. Oggi l'autopsia

Francesca Marruco
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Un avviso di garanzia per omicidio colposo è stato recapitato ieri in tarda mattinata all'anestesista Silvio Miletti e all'ortopedico, Rocco Rende, che venerdì scorso si trovavano nella sala operatoria della clinica privata, Villa Fiorita, quando Ioana Lingurar, una giovane mamma di appena 28 anni è andata in arresto cardiaco. La donna, è morta ore dopo al Santa Maria della Misericordia, in seguito ad altri due arresti cardiaci, nonostante i tentativi di rianimazione da parte del personale medico in servizio quella notte nell’Unità di terapia intensiva. 

 


Il sostituto procuratore, Gennaro Iannarone, ieri ha contestualmente avvisato le parti che stamattina alle ore 12.30 verrà conferito l'incarico per l'esecuzione dell'autopsia sul cadavere della donna. Come trapelato nei giorni scorsi, il magistrato ha nominato medici legali provenienti da fuori regione. In particolare, procederanno ad effettuare l'autopsia, come consulenti tecnici del pm, il dottor Marco Di Paolo, professore di medicina legale all'Università di Pisa e il dottor Angelo Raffaele De Gaudio, professore di anestesia e rianimazione dell’università di Firenze. I due medici, entrambi liberi professionisti che lavorano anche a Villa Fiorita, sono difesi dall’avvocato, Delfo Berretti e hanno nominato quali periti di parte il professor Mauro Bacci, e il medico legale Sergio Scalise Pantuso. La famiglia della giovane vittima si è affidata all’avvocato, Alessandro Vesi, che sabato mattina ha accompagnato il compagno della donna a sporgere denuncia al posto fisso di polizia di Stato dell’ospedale di Perugia. 

 


Al momento non è chiaro cosa sia accaduto alla donna. Era in clinica per una normale artroscopia. Le era stata somministrata l’anestesia spinale e l’ortopedico aveva appena iniziato a operare per procedere con l’innesto di una cartilagine. E’ stato a quel punto che la giovanissima, mamma di due bambini di 5 e 10 anni, è andata in arresto cardiaco. Il resto è una disperata corsa in un reparto di rianimazione e il dolore immenso senza un perché. Ioana, secondo i familiari, non soffriva di alcuna patologia, e precedentemente aveva fatto già altre anestesie. Ma è ovvio che proprio questo aspetto è quanto mai centrale nelle future analisi. Lo dimostra la nomina, non dovuto e non usuale, di un professore di anestesia e rianimazione per eseguire l’autopsia.