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Covid in Umbria, indagine per la morte del medico Brando: sequestro referti on line e 5 telefonate sotto la lente

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Alessandro Antonini
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Cinque telefonate tra il 24 e il 26 ottobre 2020, già poste sotto sequestro insieme alle cartelle cliniche. E un’istanza pronta per chiedere i sigilli ai referti on line. Sono le mosse della difesa di Stefano Brando, il primo medico umbro morto per Covid. C'è un'indagine aperta per omicidio colposo da parte della Procura di Perugia, condotta dal procuratore aggiunto Giuseppe Petrazzini. Brando, 62 anni, è morto il 19 novembre. Ma il ricovero non è avvenuto subito. Tre giorni dopo stando ai primi accertamenti.
Il medico, già positivo e malato, ha parlato più volte con il pronto soccorso dell’ospedale di Perugia e ha elencato i sintomi del Covid, spiegando a più riprese che un infettivologo gli aveva consigliato il ricovero. Ma dall’ospedale - stando a quanto emerge dalle trascrizioni effettuate dagli avvocati della famiglia - rispondono che non ci sono letti di terapia intensiva e che selezionavano casi con patologie più avanzate. E’ quanto emerge dalla memoria dei legali della famiglia Brando, Marco Piazzai e Carlo Bonzano. Stando alle carte, lui stesso lo avrebbe rifiutato, nella documentazione. Ma al telefono aveva a più riprese indicato i problemi che aveva: dolore allo sterno, dolori muscolari, saturazione bassa. “L’infettivologo mi ha detto che se il quadro è questo non puoi aspettare”, è un passaggio dello stesso Brando. Lo stesso infettivologo - che la difesa chiamerà a testimoniare - gli ha anche detto che “non doveva arrivare ad essere grave”. Perché poi le cose si possono complicare. Come è successo. Anche questo particolare Brando ha riferito al 118. Ma dall’ospedale hanno risposto che “i posti letto non ci sono” e quindi in quel momento - era il picco della seconda ondata - davano la precedenza a chi ha “dispnee importanti e ingravescenti” e quindi chi aveva una saturazione e una frequenza come quella di Brando non sarebbe stato trasportato ma curato a domicilio “questo già glielo preannuncio”. Brando, che aveva anche la febbre a 38, è stato anche visitato a distanza. Per questo Piazzai e Bonsano sono pronti a chiedere il sequestro dei referti on line, non preseni nelle cartelle cliniche.