Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Covid in Umbria, all'Inail 752 denunce per contagi sul lavoro. Infermieri e medici i più a rischio

  • a
  • a
  • a

Sono 752 le denunce di contagio da Covid sul lavoro pervenute, alla data del 31 dicembre, all’Inail. Sono 195 i casi in più rispetto alla precedente rilevazione (+35%), di cui 114 avvenuti a dicembre, 72 a novembre, i restanti a ottobre. Il rilevante numero, superiore alle media nazionale pari a +25.7%, ha riguardato entrambe le province. L’andamento regionale dei contagi denunciati è analogo a quello nazionale ma è molto diverso per intensità: inferiore alla media italiana tra aprile e giugno, superiore in occasione della seconda ondata di contagi. 
Il 63.4% dei lavoratori contagiati sono donne. La fascia di età più a rischio è quella compresa tra i 50 e i 64 anni (43.9% delle denunce), segue quella tra i 35 e i 49 anni (33.5%), quindi fino a 34 anni (18.9%) mentre coloro che hanno oltre i 64 anni rappresentano solo il 3.7% del totale. Le professioni legate alla sanità sono quelle più a rischio. Il 37.9% delle denunce riguardano tecnici della salute, il 14% medici, il 12.7% professioni qualificate nei servizi. Il settore trasporto e magazzinaggio registra l’11% delle denunce, il commercio il 3.7% e per metà si tratta di addetti alle vendite. Qualche curiosità in merito alle professioni sanitarie. Tra i tecnici della salute, l’86.9% sono infermieri, il 4.2% fisioterapisti, il 3.1% tecnici di radiologia. Tra i medici, il 50% è composto da internisti, cardiologi, chirurghi, generici e radiologi. Tra gli impiegati, invece, si tratta prevalentemente di amministrativi. Rientrano nella statistica anche gli artigiani e gli operai specializzati della lavorazione del cuoio, pelli e calzature, i cucitori di pelle per un focolaio a ottobre in una pelletteria della provincia di Perugia. 
Le denunce per contagi con esito mortale sono rimaste cinque: quattro hanno coinvolto lavoratori della gestione industria e servizi, uno dell’agricoltura. In Umbria i decessi hanno una incidenza dell’1.2%, il numero delle denunce di infortunio sul lavoro da Covid dello 0.6%.