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Perugia, partito il piano anti-morosità di Gesenu e Comune per recuperare la Tari non pagata

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Un utente su quattro è parzialmente o totalmente moroso, soltanto per il 2020 si stima che si dovrà recuperare qualcosa come dieci milioni di euro. Nel corso del 2019, invece, sono stati spediti solleciti per 22 mila utenti per complessivi nove milioni di euro. Parte da questi presupposti il nuovo piano di riscossione della Tari attivato dal primo gennaio e che proseguirà per tutto il mese in via sperimentale. 
Una stretta contro la morosità che prevede solleciti telefonici da parte del call center dell’azienda e, una volta che l’emergenza sanitaria lo consentirà, anche visite a domicilio. Sino a fine gennaio verranno contattate utenze a campione di piccoli e grandi morosi in modo da testarne la risposta e calibrare il comportamento degli operatori. “Dal primo febbraio - spiega Annalisa Maccarelli, responsabile del settore Tari Gesenu - si procederà a tamburo battente anche con un incremento di personale”. L’obiettivo è quello di arrivare a un modello di riscossione ordinaria più efficace, efficiente e collaborativa con il cittadino, in grado di portare risultati prima della riscossione coattiva, che peraltro comporta anche una serie di costi aggiuntivi. Le pressioni saranno rivolte, in particolare, su chi deve versare oltre mille euro o in caso di interruzione dei pagamenti con rateazioni in corso. Tutti soggetti già conosciuti alla banca dati, a volte morosi incolpevoli per colpa della crisi economica. 
Inoltre Gesenu, per chi riceverà l’avviso bonario, ha predisposto un servizio front office attraverso l’attivazione di un numero raggiungibile sia da telefonia fissa che mobile. In questo modo il contribuente destinatario dell’avviso, laddove intenda produrre particolari documenti o richieste tra cui la possibilità di pagamento in forma rateale, può contattare telefonicamente il numero. Così tutti gli appuntamenti verranno calendarizzati e, nel giorno e nell’ora concordata, il contribuente si recherà presso l’ufficio per poter discutere la propria pratica senza tempi di attesa e nell’assoluto rispetto delle norme vigenti in materia di contrasto alla diffusione da Covid, mentre l’operatore di front office avrà avuto modo di analizzare ed approfondire preventivamente la pratica oggetto di appuntamento. Attivo anche un servizio di recall attraverso la compilazione online di un modulo (basta andare sul sito Gesenu) con cui l’utente può richiedere una telefonata di un operatore Tari che lo aiuterà nell’orario prescelto nell’evasione di ogni dubbio o pratica. Il contrasto all’evasione da parte di Gesenu si è rafforzato, portando a risultati positivi nel corso degli ultimi anni. I dati evidenziano un trend costantemente crescente dal 2014 al 2017, con una media di importo accertato per anno di circa 650.000 euro. L’importo raddoppia, arrivando a circa 1.300.000 euro nel corso del 2018, anno per il quale erano a disposizione dati maggiormente certi e freschi per il recupero dell’evasione, grazie anche al lavoro svolto per l’attivazione della raccolta differenziata domiciliare. Infine, in relazione al 2019 l’importo accertato di circa 300.000 euro risulta dovuto al fatto che è stato possibile procedere all’accertamento solo dopo la decorrenza dei termini per effettuare la dichiarazione. Il progetto per il miglioramento della riscossione pre-coattiva costerà al Comune 168 mila euro l’anno. L’Ente sta anche valutando una modifica al regolamento Tari, da apportare entro il termine di approvazione del bilancio a fine marzo, in modo da introdurre la possibilità di escludere da alcuni servizi, come il ritiro degli ingombranti i contribuenti morosi. L’obiettivo è sempre quello di “pagare tutti per pagare meno e avere servizi migliori”. Todi è un po’ un esempio: sarà il primo Comune sopra i 15 mila abitanti ad adottare il sistema della tariffa puntuale, ovvero il cittadino paga solo i rifiuti che produce