Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Perugia, mamma 28enne muore in ospedale dopo un intervento all'anca in una clinica privata: il compagno ha sporto denuncia

Francesca Marruco
  • a
  • a
  • a

Non si può accettare la morte della propria compagna. La mamma dei propri figli di appena cinque e dieci anni. Una donna salutata poche ore prima prima, mentre stava per entrare nella sala operatoria di una clinica privata per effettuare un banalissimo intervento che non richiedeva nemmeno l’anestesia totale e dover poi correre perché quella stessa donna, che sarebbe dovuta tornare a casa di lì a poche ore, è andata in arresto cardiaco ed è stata portata d’urgenza all’ospedale. E’ per tutti questi motivi che ieri mattina un uomo, ancora sotto choc per la morte della compagna è andato a sporgere denuncia al posto fisso di polizia di Stato dell’ospedale di Perugia. Accompagnato dall’avvocato, Alessandro Vesi, ha raccontato tutto nella denuncia e ha chiesto che vengano effettuate tutte le verifiche del caso per capire se qualcuno possa aver commesso qualche errore e questo errore abbia causato la morte della sua amata compagna che non soffriva di alcuna patologia pregressa. E’ stata lei stessa, la 28enne di origine romena, da anni residente a Perugia, a dire all’anestesista e al chirurgo della clinica privata di Perugia che si stava sentendo male. Il tutto è avvenuto mentre il chirurgo le stava praticando una artroscopia dell’anca. Un intervento che, sulla carta, non doveva presentare complicazioni di sorta. Invece, l’arresto cardiaco mentre l’operazione era in corso. Di lì la corsa al Santa Maria della Misericordia di Perugia e il ricovero d’urgenza in rianimazione dopo il passaggio in pronto Soccorso. Una volta presa in cura dai medici del reparto di massima gravità di Perugia, è di nuovo andata in arresto cardiaco. Nello specifico, secondo quanto emerge, sarebbe stata vittima di due arresti cardiaci e l’ultimo, verificatosi alle prime ore di ieri mattina, le è stato fatale. 
Dopo la denuncia del compagno, ancora sotto choc ma deciso a capire cosa abbia ucciso la sua amata compagna, il sostituto procuratore della Repubblica di Perugia di turno ieri, Gennaro Iannarone, ha disposto l’acquisizione di tutte le cartelle cliniche. Gli atti sono già stati sequestrati ieri nell’immediatezza. E’ atteso invece per le prossime ore il conferimento dell’incarico per effettuare l’autopsia sul cadavere della giovane mamma. E’ verosimile che in quella circostanza i medici che hanno avuto in cura la 28enne possano ricevere, come avviene in questi casi, un avviso di garanzia, in modo da poter nominare a loro volta dei consulenti tecnici di parte che prenderanno parte all’autopsia. Solo l’esame medico legale infatti potrà, forse chiarire per quale motivo sia morta la giovane. E se, da parte dei medici ci siano stati comportamenti negligenti o colposi che possono aver causato il decesso. Nelle corsie del Santa Maria della Misericordia di Perugia e anche nella sede della clinica privata perugina, si parla anche di un problema cardiaco di cui la donna avrebbe sofferto. Un problema, sembrerebbe legato alle aritmie, ma la circostanza è tutta da verificare. Come tutte le altre che hanno portato al tremendo epilogo.